La storia della OM

ovvero delle macchine agricole italiane

(Programma festa 4 e 5 Settembre 2004)

l'  O M

Oggi parlare di automobili significa immediatamente correre con il pensiero a Torino, capitale dell’ automobile.
Ma non fu sempre così, anzi non lo era affatto poichè i primi importatori, i primi artigiani assemblatori, le prime fabbriche automobilistiche sono nati proprio a Milano.
Per trovare le origini della OM dobbiamo andar molto indietro nel tempo.
Nel1849, Benedetto Grondona apre a Milano in zona Porta Nuova una officina per costruzioni di carrozze che viene immediatamente considerata la migliore dell’epoca.

OK 465 alla Coppa delle Alpi del 1923

Continua l’attività il figlio Felice che costituisce una società assieme a Paolo Zambelli e Giovanni Miani, siamo nell’ anno 1857, per costruire “veicoli di ogni sorta e lavori relativi alle strade ferrate”.

Miani si ritira nell’ 80 e con  l’ing Gerolamo Silvestri e Prospero Venturi forma a Porta Tenaglia le Officine Miani, Venturi & C. per costruire una locomotiva  a vapore denominata “regina della montagna” con disegni della SIGL viennese che viene esposta alla mostra di Milano del 1881.

Nel 1881 muore Prospero Venturi e la società cambia in Miani, Silvestri & C.
 Nel 1890 viene costruito un nuovo stabilimento a Porta Vigentina su un’area di 100.000 mq che fu poi il primo nucleo della OM.
In questi stabilimenti si realizzò il primo tram elettrico italiano da utilizzare sulla Fiesole-Firenze.

OM 665 Torpedo

Correva l’anno 1917 quando la Miani,Silvestri & C: acquista lo stabilimento di costruzone automobili dell’ ing. Roberto Züst. Ciò costituì per la OM una ragione di crescita che portò poi allo stabilimento di Brescia.

La Züst aveva al suo attivo circa 60 anni di attività derivando a sua volta dalla Güllet & Croff essendo stata costituita nel 1855 a Salasca di Intra con il fine di costruire macchine azionate da motori a vapore. Un particolare curioso anche se non attinente, è che per la lotta portata avanti da Vittorio Emanuele II per liberare Milano dagli austriaci in quelle officine erano stati fusi  i cannoni utilizzati.
La Roberto Züst aveva prodotto anche ottime vetture una delle quali, una Züst 40/50HP guidata dal marchese Lorenzo Ginori si aggiudicò “La Coppa del RE” nel concorso turistico indetto dall’ Automobil Club di Milano.
Nel marzo del 1906 inizia la costruzione dei capannoni di Brescia che prendono il nome di “Brixia-Züst” che si specializza nella costruzione di autovetture e nel 1908 produce il primo autocarro.

OM 665 SS MM "Superba" 2000cc con compressore  

Partecipa così al concorso statale per la fornitura di 600 autocarri per l’esercito e si aggiudica la maggior parte della fornitura.
Come detto il 1917 nasce ufficialmente la OM (Società Anonima Officine Meccaniche - già Miani, Silvestri & C, A. Grondona, Comi & C.).-
La prima automobile con il marchio OM fu immessa sul mercato il 1918, era la S. 305 di 25/35 HP.
La nuova vettura, che richiama comunque la linea della vecchia Brixia, era munita di avviamento ed illuminazione elettrici.
Contemporaneamente vide la luce anche la prima vettura progettata OM (e che fu la capostipite di tutti i 4 cilindri della casa) la 465 12/15 HP.
Montava una carrozzeria standard del tipo Torpedo.-
Altre vetture interessanti sono la 467 S, la 665 detta anche “La Superba”.

OM 665 "Superba" faux cabriolet (Museo dell' Automobile Torino)

Per curiosità  diremo che i numeri che indicano il modello stanno ad indicare il primo il numero dei cilindri e gli altri due l’alesaggio.

Nel 1921 la OM lancia il modello 467 S e porta la cilindrata della 465 da 1300 a 1500 cc.-
Compare il tipico radiatore Om che accompagnerà tutti i modelli successivi. Il telaio era di nuovo disegno, sospensioni a balestra anteriore e freni sulle quattro ruote.
Molte le affermazioni in campo sportivo con la 469 1500 cc (Coppa delle Alpi, Mugello, Circuito del Garda).
Gli anni d’oro della Casa furono dal 1923 al 1929 che videro vincere le sue macchine (665) ancora la Coppa delle Alpi, il circuito del Mugello, del Tigullio, la Coppa delle Tre Venezie.
 La 665 vinse anche il record di durata percorreno 15.000 km alla media di 103,568 km/h.
In campo internazionale la troviamo vittoriosa a Le Mans, San Sebastiano (Spagna), Nuerberg.
Piloti d’eccezione come Minoia, Morandi, Rosa, Balestrero, Timo e Mario Danieli, Coffani, Sandonino, Anselmi, Masperi.
 fino a
giungere al 1927 quando vince addirittura la Mille Miglia con una 665 S con Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi che coprirono il opercorso di ben 1600 km in 21 ore e 5 minuti alla media di 77.238 km/h.

OM 469 S Torpedo con freni anteriori (Museo Scienza & Tecnica Milano)

Secondi e terzi. classificati altre due 665 S con Timo Danieli, Renato Balestrieri, Mario Danieli ed Archimede Rosa.

Il prestigioso motore della 665 S subì tutta una lunga serie di ammodernamenti (tre carburatori, Testa Ricardo, compressore Roots) che lo portarono ad erogare fino ad 85 HP. Per la clientela straniera si adottarono le valvole in testa.
Dal 1929 furono realizzati motori da 2000 e 2200 cc che montati su una scocca di soli 818 kg, e produssero quelle sportive con radiatore inclinato che si fecero strada nei desideri della clientela mondiale.
dal 1928 vari furono i cambiamenti di ragione sociale e molteplici le acquisizioni ed i gemellaggi con altre Case  per cui giunse ad entrare addirittura nel Gruppo Fiat pur rimando sempre una gestione autonoma.
L’ultima vettura prodotta con il marchio OM fu presentata al Salone dell’Automobile di Milano del 1934. Era la OMV Alcyone con motore 6 cilindri, valvole aspirazione in testa e scarico laterali di 2130 cc e 65 HP di potenza.
Dopo tale data la OM si dedicò con grande successo alla produzione di apprezzatissimi autocarri.
La produzione di autocarri proseguì di successo in successo.
A Milano si continuò a costruire motrici ed automotrici ferroviarie con motore a benzina e  motore Diesel (le famose Littorine), carrozze ferroviarie , carri merci.
Per l’agricoltura si costruirono pressaforaggi, trebbiatrici, impianti irrigazione a pioggia ed poi trattici a ruote ed a cingoli che andarono a sostituire il vecchi trattori agricoli a testa calda alimentati a petrolio ormai divenuti obsoleti per l’avanzata della benzina e maggiormente per il gasolio.
Molti gi autoccari (Taurus, Super Taurus, Titano) ma sopratutto l’exploit la produzione di mezzi pesanti l’ ebbe con due autocarri leggeri, il Leoncino ed il Tigrotto che riuscirono a conquistare il mercato ed a divenire i mezzi più diffusi e popolari tanto che, al pari della Fiat balilla, tutti i camioncini erano per il grosso pubblico “un leoncino”.
La particolarità di questo mezzo era che il motore non aveva (al pari delle Bugatti!) la guarnizione della testata ma era interposto un filo di lana fra la testa ed il monoblocco.
Oggi la OM è stata integrata nelle strutture Fiat e produce tutta una serie di mezzi pesanti e trattrici per l’agricoltura (Modena).-
Gli stabilimenti di Milano producono ponti ed assali per gli automezzi industriali.
 Brescia produce veicoli industriali leggeri,  cambi meccanici ed idraulici, motori a tre, quattro e sei cilindri e particolari per le trattrici agricole.
Suzzara costruisce e  monta le furgonature industriali sugli autotelai OM e SPA (sempre tutto del Gruppo Fiat Veicoli Industriali).
Lo stabilimento di Bari si è specializzato per la costruzione di carrelli elevatori per il mercato italiano e per quello straniero.
Pertanto, quando oggi incontriamo un camion Fiat, esso nasce OM


Da CLAUDIO BELLOTTI