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Nella  grande corte agricola di Agazzino di Sarmato non si celebra solo la nostalgia dei ricordi, ma, molto più: 50 anni di vita delle nostre popolazioni, di lavoro, di impegno, di sviluppo sociale, economico, familiare, che sono stati a fondamento del nostro benessere odierno. Anche se per questo benessere molte realtà umane sono quasi scomparse, come aziende, imprese familiari, intere borgate che si sono trasformate come quella di Agazzino.

Durante la trebbiatura del grano che si effettuerà domenica 7° settembre nella corte Agazzino, verrà utilizzata una trebbiatrice SAIMA e saranno presenti ben 40 trattori d'epoca che rappresentano una storia importante per la nostra provincia, insieme a quella di altre fabbriche di macchine e attrezzature agricole. Esse rappresentano la vita e lo sviluppo delle nostre popolazioni dalla fine della prima guerra mondiale all'avvento della globalizzazione industriale e finanziaria. 

Trattori e macchine che hanno costituito uno dei fattori principali, quello dell'ingegneria (meccanica agraria, irrigazione e bonifica), su cui si basò il riscatto sociale ed economico del piacentino e della pianura padana in genere. A Piacenza questo settore ebbe notevole sviluppo con l'avvio di imprese note in tutta Italia come l'"ARTEMIO BUBBA" di S.Imento e la S.A.I.M.A. di S.Nicolò.

In Italia l'impegno della FIAT e di altri produttori minori quali LANDINI, BUBBA e ORSI, con i primi modelli monocilindrici a "TESTA CALDA" avviano la vera rivoluzione industriale italiana che si completerà solo dopo la seconda guerra mondiale, quando il governo destinerà ingenti fondi per la modernizzazione agricola che avrà proprio nel settore meccanico uno dei maggiori punti di forza.

Nella vasta aia di Agazzino si celebrerà con la trebbiatura e con la mostra di trattori d'epoca, il lavoro agricolo in genere, con le sue tradizioni, riti, usanze e costumi, insieme all'ingegno, inventiva, capacità innovativa ed impegno di tanti piccoli imprenditori che si misurarono ad armi pari con i mostri sacri della grande industria internazionale; arricchendo i nostri paesi di lavoro e benessere, di competenze e volontà tali da sostenere economicamente un tessuto sociale povero e votato all'emigrazione.

S.A.I.M.A. (Società Anonima Italiana Macchine Agricole) nasce dal lavoro prima della famiglia Marazzi Alberto di S.Imento, poi dai generi Barbieri e Verani, già dipendenti della Bubba che pure costruiva macchine per la raccolta e trebbiatura del grano. Verso la metà degli anni '50 la SAIMA si trasferì da S.Nicolò a Piacenza dove costruì uno stabilimento di 10.000 mq con 60-70 dipendenti. Produceva trebbiatrici, sfoglia-sgranatrici, sgusciatrici per semi minuti, pressaforaggi e, ultima, una Trebbia-incorporata, tentativo di opporsi alle nuove mietitrebbie il cui avvento la portà alla liquidazione nel 1969.


Vanto dell'azienda fu proprio "L'INCORPORATA", lunga 12 mt. che in unica soluzione trebbiava il grano e pressava la paglia con un notevole risparmio di mano d'opera. SAIMA operò prevalentemente nel mercato del nord e centro Italia con buona competitività, qualità dei materiali, economicità ed affidabilità. Lo sviluppo di grandi industrie internazionali e la modesta dimensione industriale ne segnarono la fine, ma fu vanto ed orgoglio dell'ingegno meccanico piacentino insieme alla gloriosa BUBBA.
Nel 1994 alcuni appassionati (BOSSI ENNIO, CLAUDIO BELLOTTI, BRUNO MONTINI E RAGGI G.FRANCO) saputo dell'esistenza di un vecchio"  trebbiatoio" costruito da "Salvatore Bubba" a Piacenza nel 1933, che veniva trainato da un "locomibile" SLANZI", operò un paziente lavoro di ricerca e di restauro. Le macchine vennero recuperate sia nelle parti meccaniche che esterne con l'aiuto di altri appassionati e specialisti, quali ENRICO BARBIERI, da San Rocco al Porto, e GEREMIA FILIPAZZI, la cui competenza consentì il pieno recupero funzionale di tutte le macchine. Alla fine venne rintracciato anche il sig TULLIO BUBBA, figlio di Salvatore. La macchina in questione è importantissima perché veniva utilizzata nella zona di Selva di Ferriere per le esigenze delle aziende agricole montane.

Schierati sulla vasta aia di Agazzino daranno prova ancora oggi del loro valore di un tempo e saranno un festoso prologo alla prelibata cena che i visitatori potranno pregustare, anche in caso di pioggia, sotto l'ampio porticato della corte, ed alle musiche e balli sulla pista appositamente attrezzata.

E' doveroso riconoscere ai vecchi "trebbiatori" la passione per un lavoro tanto ben riuscito e tanto significativo. Dentro la mostra c'è la vita di interi paesi per oltre mezzo secolo. La passione di oggi è il prolungamento di quella di ieri; dai coltivatori ai braccianti e salariati, dalle officine dove si inventavano e si costruivano macchine sempre più efficienti ai numerosi contoterzisti che giravano la provincia per arare, seminare, raccogliere ed immagazzinare i prodotti dei campi, alle piccole imprese di artigiani che a tutto provvedevano per il buon funzionamento del "sistema". Presto non avremo più persone in grado nemmeno di usare queste vecchie macchine! E tanto meno di ripararle o ricostruirle.

Oggi quel "sistema" è morto, ma su di esso è nato il nostro benessere attuale, non dimentichiamolo. E non dimentichiamo soprattutto i fondamenti di umanità che lo avevano costruito e che dovremmo ancora sapere applicare oggi, pur nelle mutate situazioni economiche, culturali e sociali. Perciò si farà "FESTA" con la compagnia degli alpini sarmatesi e con la musica ed i balli che si faranno "sull'aia", con lo spirito di unità tra persone, lavori, gente diversa.