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Il "Famoso Coro" di Cantù |
Sarmato 5 - 6 - 7 Ottobre 2007 - Tre giorni di "Alpinità, l'ha definita il Presidente sezionale Bruno Plucani nella sua riflessione durante la cerimonia di premiazione dei giovani studenti vincitori della annuale borsa di studio conferita agli alunni licenziati dalla locale III. media con il giudizio di ottimo. Partita venerdì sera con la presentazione del libro dell'alpino trentino Giorgio De Biase e continuata sabato nell'incontro con insegnanti ed alunni della locale scuola media con i quali, insieme a Pierangelo Arati e Sesto Marazzi, capo gruppo e segretario di Sarmato, ed a Bruno Plucani presidente della sezione di Piacenza, l'autore ha intrattenuto un bellissimo dialogo. Il libro, "Gli alpini nella campagna di Russia", 'vuol essere un omaggio commosso e riverente a coloro che n on sono tornati, alle migliaia di caduti che nella steppa russa hanno lasciato il fiore della gioventù; ai dispersi, cui la sorte non ha nemmeno riservato il segno della pietà cristiana; ai feriti, ai superstiti, a tutti i combattenti, per dire loro, ancora una volta, che quelle sofferenze inaudite non sono state vane, ma hanno aperto un solco nella nostra coscienza, una segno di pace e libertà' ("Diario di guerra" di Donato Turrini) Quindi non un trattato di arte militare e nemmeno una tesi politica o ideologica; ma uno spaccato dell'orrore che la guerra genera sempre. A subirne le conseguenze sono le popolazioni inermi e gli stessi combattenti, anche quando, come nel caso della campagna di Russia, morirono più per il freddo, per la fame e per la durissima prigionia. Terribili i racconti dei sopravvissuti la maggior parte dei quali non ha mai avuto voglia di farlo quasi a voler eliminare anche dalla memoria la tragedia vissuta, gli amici persi, le barbarie vissute in prima persona. Un monito grande e significativo che ai ragazzi della scuola media hanno insegnato più di mille libri su una tristissima pagina di storia della nostra patria. E che, insieme agli insegnanti, hanno sentitamente ringraziato. Sabato pomeriggio è stato dedicato, come sempre, alla grande marcia della "Famiglia Alpina Sarmatese" corganizzata dalla FIASP provinciale. Ed alla grande "castagnata" con i favolosi "basturnon" che hanno riscaldato i numerosi partecipanti. Domenica grande festa, con sfilata, S.Messa, e consegna dei premi ai ragazzi meritevoli delle medie. Non prima di avere ascoltato alcune commosse e sentite testimonanze, come quella del cap.no Valentino Vittorio, ufficiale paracadutista alpino prima, medico e primario ospedaliero poi. Valentino ha parlato con naturalezza e semplicità di un essere alpini sempre nella vita. "Lo sono stato da ufficiale, quando dovevo formare neii miei giovani lo spirito di sacrificio, la dedizione al corpo ed alla Patria fino al dono supremo della vita. ... Ho cercato di esserlo anche da civile, nella professione, nella famiglia, nell'ospedale dove ho cercato di curare al meglio tutti senza distinzioni, ma in particolare gli alpini piacentini . .... La Patria non è un concetto ideologico, ma una comunità unita dall'amicizia, dalle tradizioni, da una cultura, da un patrimonio di valori condivisi degni di essere tramandati e difesi anche a rischio della vita, da soldati e da civili!". Il capo gruppo Pierangelo Arati ha ricordato che cade quest'anno il decennale della costruzione della sede e tutti gli alpini che in questi anni hanno con lui collaborato alla buona riuscita delle attività, in particolare le cuoche che hanno sempre dato un contributo determinante. Il segretario Sesto Marazzi ha ricordato l'esempio luminoso in guerra di alcuni alpini sarmatesi che si prodigarono con abnegazione nell'aiuto ai propri commilitoni feriti o incapaci di muoversi. Festa nella festa: se oggi è qui il "Famoso Coro" di Cantù, un coro di musica popolare internazionale che accompagna il canto con pregevoli e divertenti scenette dei costumi antichi, lo si deve all'incontro con alcuni compagni di militare di 42 anni fa, in particolare con il direttore del coro Paolo Maspero, ed altri due amici di Broni. Infine grande festa e grande castagnata con finale pirotecnico. Ma anche grande commozione ed emozioni; per le efficaci parole del prete alpino Don federico Tagliaferri sulla necessità di fare memoria della fede e del patrimonio di valori che gli alpini rappresentano nel paese. |