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Don Bruno Negri era nato il 07 gennaio del 1912 ad Agazzino di Sarmato ed all'età di sei anni era entrato nel seminario vescovile di Piacenza, dove rimase fino al 1935, anno della sua ordinazione sacerdotale. Una volta diventato prete, presto' servizio come curato a Castelsangiovanni, a Lugagnano, a Caorso. Ci fu poi la lunga parentesi della
seconda guerra mondiale, in cui fu arruolato nel corpo degli alpini, dei
quali divenne
tenente cappellano, ufficiale del battaglione "Fenestrelle"
del terzo reggimento.
Con gli alpini fu mandato anche nei Balcani. Gli alpini rimasero
sem- pre
nel suo cuore. Non mancava mai di partecipare ai vari raduni, portando in
ogni occasione il contributo della propria esperienza di sacerdote e di
uomo.
Come sacerdote, dopo la guerra fu ancora coadiutore a Gragnano e poi
parroco a Perino. Nel 1953 fu nominato arciprete a San Nicolo', dove giunse
nel fiore degli anni, ne aveva infatti 41, e dove portò a termine
moltis- sime
iniziative di cui oggi in paese tutti ancora usufruiscono.
Incrementò il culto mariano sistemando la cappella della Madonna
di Lourdes,
ristrutturò il tetto della chiesa ed apportò ad essa le modifiche det- tate
dal Concilio; e compi' tanti altri lavori inerenti, ad esempio, alla
canoni- ca
ed al cortile antistante.
Ma il suo nome è legato soprattutto ad opere a sfondo sociale.
Don Bruno
aveva intuito che la borgata si andava espandendo e che bisognava creare
infrastrutture per l'aggregazione dei suoi abitanti. E cosi' realizzò,
non senza
fatica, letteralmente ponendo mattone su mattone, servendosi del con- tributo
di qualche benefattore e delle offerte dei fedeli, il nuovo asilo, il cinema
parrocchiale, in cui si tengono anche recite da parte dei gruppi gio- vanili.
Diede impulso allo sport, creando con l'aiuto del curato di
allora. Don Agostino
Rabuffi, la prima squadra di calcio, l'A.C.S. San Nicolo, cui pro- curò
anche il necessario campo sportivo, formò la "Schola cantorum",
che divenne
anche un sodalizio per il tempo libero, in quanto i suoi soci orga- nizzavano
gite e varie iniziative di carattere ricreativo. Fu insegnante di reli- gione
presso la scuola media locale.
Nel 1959 fu socio fondatore dell'AVIS di San Nicolo, di cui poi
venne nominato
presidente onorario. Fu egli stesso donatore di sangue fino a quando
le sue condizioni di salute lo permisero.
In seguito fece parte del direttivo dell'AlDO, l'altra
associazione volontaristica
esistente a San Nicolo, perché egli credeva fermamente nella necessità
di aiutare chi viveva nel bisogno e nella sofferenza, sia fisica che morale.
L'attenzione per il prossimo la manifestò anche dando vita al
gruppo delle
Damine e delle piccole amiche della carità, il cui scopo era quello di provvedere
ai bisogni più immediati degli indigenti.
Fu poi istituita la Caritas, le cui aderenti assistevano i malati
durante la
degenza in ospedale o a domicilio. Nel 1969, dietro proposta del
consiglio pastorale,
diede vita al giornalino parrocchiale "II nostro Ponte", che
oggi è diventata
una vera e propria rivista trimestrale, che entra in ogni famiglia.
Davvero tante sono state le attività che il sacerdote ha portato
avanti nel
tempo, sempre con entusiasmo, perché era animato da un autentico spi- rito
di servizio, che Io sosteneva anche nei momenti in cui ostacoli di varia natura
sembravano impedirgli di concretizzare i suoi progetti.
Nel 1979, non senza un pò di rammarico, aveva lasciato la carica
di arciprete,
pur continuando a vivere a San Nicolo.
Nel 1980 era diventato parroco di Pontetidone, la piccola
frazione di Sarmato,
dove celebrava la messa alla domenica, ma non aveva certamente trascurato
la cura della sua ex-parrocchia, dove celebrava la messa delle ore 9
nei giorni feriali e dove aveva cura degli ammalati. Spesso poi, in caso
di bisogno,
aiutava i due parroci attuali e quelli delle parrocchie vicine.
II
fatto di
avere
più
tempo libero
a disposizione
Io aveva
spinto a dedicarsi
ai pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto con il treno degli ammalati: infatti,
in qualità di assistente spirituale dell'Unitalsi si era recato
centinaia di volte
nei due santuari mariani, accompagnando gli infermi con i medici, le religiose
e i barellieri di tale benefica istituzione. E per questo suo costante impegno
a favore dei sofferenti, nel 1993 era stato insignito dell'onorificenza di
cappellano onorario della Insigne Basilica di Lourdes: si tratta di un
titolo di
cui possono fregiarsi solo tré sacerdoti italiani e che testimonia con
quan- ta
dedizione Don Negri fosse vicino a quanti cercavano nella fede la subli- mazione
delle loro sofferenze fisiche.
Nel testamento spirituale, redatto da Don Bruno Negri proprio in occasione
di un pellegrinaggio a Lourdes, il 14 settembre del 1989, il sacerdo- te,
che il prossimo anno avrebbe festeggiato il sessantesimo anniversario
del- l'ordinazione
sacerdotale, tra le altre cose, ha avuto un pensiero particolare per
i suoi parrocchiani di Ferino, San Nicolo e Pontetidone di Sarmato, per l'AVIS
e l'AIDO, che ha visto nascere e crescere, per i suoi alpini, con cui ha diviso
momenti di dolore e di gioia, per l'Unitalsi, per gli ammalati e per le varie
associazioni, che con lui hanno lavorato e condiviso gli stessi ideali.
Nel corpo degli alpini è stato destinato per punizione in quanto
pre- sentatosi
in ritardo alla chiamata alle armi, ovviamente non per sua negli- genza,
ma per un disguido burocratico. Infatti, quale sacerdote e parroco a Caorso,
doveva essere esentato dal servizio di leva, purtroppo la sua nomina a
parroco non era stata segnalata alle autorità competenti e a nulla sono valsi
gli interventi chiarificatori del vescovo e pertanto dovette partire.
Lui minuto
e magrolino, destinato a Pinerolo Btg Susa, ha partecipato diretta- mente
agli eventi bellici in lugoslavia, durante uno scontro con il nemico i reparti
hanno subito molte perdite. Don B;-uno sfidando il pericolo, con ardore
si prodigò per assistere i commilitoni sia spiritualmente che umana- mente.
Per tali gesta il Gen. GIarei gli conferì' la Croce di Guerra al valor militare. Gli Alpini di Sarmato - 1997 |