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La coppia è arrivata in Brasile già con sette dei loro
otto figli nati in Italia, perchè il 5° fìglia (Quinto)
era morto a circa 3 anni, in Sustinente. L'8° figlio ha ricevuto
perciò in omaggio al defunto, il nome di Quinto. La coppia
ha avuto, pertanto, 11 figli, i cui nomi e dei loro coniugi e rispettivi
fìgli risultano nell'allegato
n "4."
8. Quando arrivarono al km 7, attorno al 1900, di certo non vi era
altra alternativa di lavoro per la coppia Grandisoli ed i loro figli
se non l'agricoltura o "aratura", come era chiamata da loro.
Piantavano feijào (erba e fieno?), granoturco, patata, caffè,
oltre ad uva, ortaggi e frutteti. Parte della produzione era venduta
nella capitale, nella via Santa Rosa, centro tradizionale di commercio
di cereali. Parte della produzione era utilizzata nell'allevamento
di animali (galline, maiali, cavalli, bestiame caseario ecc..) o nella
produzione di vino. La produzione di carne (soltanto di maiale, dunque
non allevavano bestiame da carne né avevano accesso alcuno,
inesistente), latte, uova e vino era per utilizzo pròprio.
Il caffè era destinato soprattutto all'esportazione.
9. Le "relazioni" iniziali da Pau Arcado a Campo
Limpo avvenivano su sentieri nel mezzo del bosco, da dove si trasportavano
le merci in groppa agli asini, o si trasportavano persone a piedi
o a cavallo. In un secondo tempo, sono state aperte delle strade di
terra, per il transito di carri e carretti, oltre ad essere costruita,
come già abbiamo visto, la ferrovia Bragantina. Questa ferrovia
incrociava la linea Santos-Jundai nella stazione di Campo Limpo, in
cui erano fatti i trasbordi di passeggeri e di merci dall'una per
altra ferrovia.
10. Dopo circa cinque anni di lavoro in terre di terzi, la coppia
Grandisoli e tutti i loro figli hanno comperato, in nome della coppia,
circa 10 alqueires (alqueire = 24.200,00 m2) di terra a Pau Arcado,
terra molto sporca, coperta di foresta vergine, con alberi colossali,
ma senza alcun tipo d'infrastruttura, né strade d'accesso,
come si è visto sopra. Mentre costruivano la loro casa, di
paua-pique, i Grandisoli alloggiavano in un'altra casa vicina,
nelle terre di Domenico Pereira, in cui, dopo, furono piantate dal
suo proprietàrio, circa 12.000 piante di caffè. Molto
tempo dopo, i Grandisoli comperarono le terre di Domenico Pereira,
e continuarono la coltura del caffè là piantato, che
già da allora era esportato all'estero a buon prezzo. Tra la
area di 10 alqueires iniziali (situata più vicina ai "Campininhas")
e le terre di Domenico Pereira (più vicino a Pau Arcado), esisteva
una tenuta, di proprietà di Joào Valerio, acquistata
dalla famiglia, ma in nome di Ottorino Grandisoli, 2° figlio della
coppia.
11. Come si vede, la famiglia Grandisoli prosperava, fino a che, nel
1929-1930, avvenne il crollo della borsa valori di New York e, in
Brasile, per conseguenza, la "crisi del caffè",
per l'eccessiva produzione e la caduta mondiale delle importazioni.
In questo tempo sono stati bruciati milioni di sacchi del prodotto,
inclusi quelli che erano conservati nei "depositi di caffè"
di Campo Limpo, raccolti da produttori della regione della Bragantina
ed altri, che attendevano il trasporto per Santos, per imbarco ed
esportazione. Il caffè, per essere bruciato, fu acquistato
dal governo brasiliano (sotto la presidenza di Getùlio Vargas)
a prezzo basso, molto inferiore a quello di esportazione. I produttori
di caffè furono molto impoveriti.
Nota: Nel terreno di questi depositi, oggi demoliti,
venne costruita la filiale della multinazionale tedesca Krupp, fabbrica
di pezzi di ricambio per trattori, camions e locomotive.
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