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Il 27 maggio del 1749 nasce a Sarmato Lotario Tomba da famiglia di artigiani dell'edilizia. Il padre, Francesco, è iscritto nel registro dei "paratici" come "mastro muratore e tutta la famiglia è impegnata nel settore con successo ed è ampiamente stimata per professionalità e serietà. Negli archivi privati di numerose famiglie nobili del tempo sono conservati documenti che attestano i lavori progettati o eseguiti in tutta la provincia di Piacenza. Lotario Tomba fin da giovane è impegnato con la sua impresa alla costruzione dei più significativi palazzi di Piacenza e dintorni, dalla villa del Caramello dei marchesi Paveri Fontana a Castelsangiovanni, a Palazzo Mandelli in Piacenza. La formazione giovanile risente naturalmente dell'influsso del padre, ma dopo gli studi a Piacenza egli si reca a Parma, all'Accademia delle Belle Arti ed a Bologna Il padre, infatti, conosce alcuni dei più importanti architetti del tempo come il Bibiena ed il Boldrini che offriranno al giovane Lotario le basi di una solida formazione tecnica ed artistica, riservandosi il padre il ruolo di "istruttore pratico" che era necessario per essere abilitato alla professione di ingegnere quale egli si indirizzava. Lotario è abilitato alla professione di agrimensore il 13 Luglio 1781, dopo aver presentato regolare curriculum scolastico al Governatore di Piacenza. Da allora verrà chiamato indifferentemente architetto e ingegnere, riassumendo così tutti gli aspetti della professione tecnica. Dopo le nozze nel 1784 diventa prima "tenente ingegnere" e poi "ingegnere e architetto" del Comune di Piacenza e come tale svolge tutta la sua attività a favore della municipalità. Ma già negli anni "90 intensifica l'attività di libero professionista, dopo avere ereditato dal padre, morto nel 1789, l'avviata impresa edile. Nel triennio 1796-99, anni della rivoluzione francese, è nominato Sottotenente di Fanteria, aggregato al corpo degli Ingegneri; successivamente, nel 1804, raggiunge il grado di Capitano. Fino alla morte, avvenuta nel 1823, egli si dedica a numerose opere di grande impegno nel solco della riscoperta neoclassica. Gli sono attribuite la ristrutturazione del castello di Rivergaro, la prestigiosa villa Anguissola - Scotti, progettata nel 1778 e costruita nel 1788. Partecipa al concorso per la facciata della Chiesa di Sant'Agostino poi assegnata al Morigi. Ma i progetti più significativi restano il Palazzo del Governatore in Piazza Cavalli ed il Teatro Municipale di Piacenza. Oltre alla committenza pubblica, quella privata non è di minor prestigio come Palazzo Scotti di Montalbo, lo stesso Municipale voluto da un gruppo di nobili, il coro di Santa Maria di Campagna, una villa in Comune di Alseno in realtà mai costruita. Ma anche di ponti il Tomba si interessò attivamente, come quelli sulla Trebbia, sul Tidone e sulla Staffora. Significativo, tra le opere pubbliche, il progetto del nuovo cimitero di Piacenza in ossequio alle leggi napoleoniche che impedivano di seppellire i morti nelle chiese e vicinanze. Il Tomba muore il 15 Gennaio 1823, a settantaquattro anni. Viene sepolto nel Cimitero di Piacenza da lui edificato ma, per fatale trascuratezza, le sue ossa andranno disperse. Solo nel 1867 il Comune di Piacenza farà apporre una lapide commemorativa dell'illustre architetto nella Chiesa del Cimitero, da lui pure progettata. |