| L'Università
Cattolica rende omaggio con una mostra lo scultore sarmatese Paolo
Maserati. La rassegna è visibile da sabato 7 dicembre alle ore 10.30.
Paolo Maserati è uno degli scultori più
interessanti del Novecento piacentino. Dopo un apprendistato tutto
locale, si era diplomato all'Accademia di Brera di Milano, allievo di
Giacomo Manzù, vincendo anche, nel 1948, l'ambito premio “Medardo
Rosso”. La notorietà gli procurò diversi lavori, oltre che una
cattedra come insegnante di scultura all'istituto Gazzola. di Piacenza
Nel 1952 poi, ottenne la cattedra di disegno alle scuole medie di
Castelsangiovanni.
In
quegli anni Maserati modellava con esuberanza istintiva, frenata da un
certo gusto per la semplificazione formale. Frequenti erano i ritratti,
di amici o di personalità del mondo piacentino, come quelli dei pittori
Gino Gandolfi o Bruno Sichel o quel Ritratto del signor Cantoni (1950 ca.,
Piacenza, Ricci Oddi) che raffigura il proprietario della Fornace di S.
Nicolò dove lo scultore faceva cuocere le sue terrecotte.
Nell'atmosfera fervida del dopoguerra, polemica nei
confronti di linguaggi ritenuti troppo tradizionali e naturalistici,
Maserati (nel 1959), si era trasferito a Milano e non rimase insensibile
a tale clima: cercò di rinnovare il suo linguaggio adottando soluzioni
stilistiche sempre più semplificate, da collegare via via ai modi di
Wotruba, di Brancusi, della scultura negra o astratta.
Una selezione delle sue opere, appartenenti al
cospicuo fondo donato all'Università Cattolica di Piacenza dalla
vedova, Tina Brega, permette ora di ripercorrere la vicenda umana e
artistica di un uomo coraggioso, di grandi doti istintive, di rara
sensibilità plastica.
La mostra è realizzata in collaborazione con la
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. La famiglia Maserati, il Comune
di Sarmato e gli artisti Serafini e Perotti hanno contribuito a
realizzare l'esposizione che resterà aperta fino al 21 dicembre.
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