SarmatoArte da Franca Cella

La recensione della mostra 2003 e presentazione 2004

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SARMATO ARTE anno quarto.

 Siamo in marcia. Il gruppo compatto è arrivato al traguardo annuale dove gli artisti sarmatesi escono allo scoperto,si confrontano. La Mostra promossa quattro anni fa dalla Famiglia Alpina, è entrata nel respiro del paese, come le campane che ne scandiscono le ore.  E' nata libera, perché gli artisti hanno sentito il puro desiderio di appartenervi; originale perché ognuno vi porta la propria voce, la scelta spontanea, del proprio linguaggio espressivo: scultura, pittura, scrittura, poesia, fotografia, tecnica antica di arti e mestieri... E' autentica perché ciascuno cerca sensibilità e valori dell'esistenza muovendo dal luogo dove vive, attraverso i caratteri,l'anima del paese. L'inizio sembrò una scommessa.

Gli artisti si erano raggruppati con titubanza attorno a qualche caposcuola illustre che Sarmato vantava,chiedendosi se il dipinto, i versi appassionatamente inseguiti nel proprio tempo libero,il segno a volte anche amatoriale semplice, potevano davvero affiancarsi al linguaggio deciso,alla sicurezza tecnica degli artisti professionisti. Fu invece una confortante scoperta di consonanza,di timbri che si armonizzavano in gradazioni diverse  e interagivano a rappresentare la voce del paese. Oggi il gruppo ha la consapevolezza di essere una grande famiglia: ognuno si presenta all'appuntamento riconoscibile e rinnovato, portando in Mostra ciò che di nuovo ha creato nell'anno. Si mantengono le gerarchie.

Alle radici dell'arte sarmatese sta lo scultore Paolo Maserati(1921-66), e le opere che i suoi Fratelli – eredi - avvicendano ci fanno sentire sempre più attuale la forza e la semplicità comunicativa delle sue sculture, che appartengono alla grande arte. Giuseppe Serafini ne è il continuatore attivissimo, con le sue forme, ispirate al Novecento astratto e tormentato, che accolgono e placano nel blocco di pietra o bronzo i grandi temi della maternità,della guerra, del dolore. Ai due maestri guarda Sergio Orsi, vibrante, emotivo nel modellare la scultura lignea: si è fatto portavoce dell'avvenimento che giusto un anno fa scosse il paese, la morte improvvisa del Sindaco Mauro Torreggiani, in chiesa, mentre svolgeva le proprie funzioni ufficiali:  ha osato affidare a un'immagine lo slancio del personaggio generoso molto amato, e lo sgomento tragico del paese muto, della natura sospesa durante il funerale, mentre la popolazione sfilava lenta verso il cimitero.

Autori di vocazione pittorica più aneddotica intrecciano tempo di stagioni, paesaggi, animali; una vena padana comune è riconoscibile almeno nel respiro lineare, nell'ordine, nella pennellata distesa, anche quando il soggetto è esotico o mediato da modelli. Giuseppe Casazza predilige immagini energiche, di vita in movimento; Roberto Guasconi cerca l'armonia di interni quieti, di angoli, di fiori, dove la vita respira; Ermanno Guasconi aggredisce invece col colore ciò che è in movimento; Mauro Tagliaferri coltiva la familiarità antica dell'uomo col cavallo che per suo padre, maniscalco, era una professione, mentre sua figlia Erica Tagliaferri si apre allo stupore di terre lontane che la facilità di viaggi oggi avvicina.

Giulio Rocca trasfigura la realtà in sintesi nette e fiabesche ; Giovanni Taina invita all'attenzione delicata per il paesaggio;  e la scioltezza di mano di Sara Taina  trasforma il decorativo, il liberty in particolare prezioso. Entrano nella pittura le urgenze del nostro tempo: il rigore di Emanuela Schiaffonati nei progetti e nella spigolosità drammatica delle figure; la voglia di colore di Filippo Falaguasta che decora utilizzando la tecnica del finto marmo e una pasta a effetti speciali; la provocazione impaziente di Salvatore Valenti che rispecchia l'inquietudine visionaria dei giovani e utilizza i loro linguaggi di comunicazione per immagini . Roberta Marchesi,crea "improvvisazioni"  attraverso gli scatti della sua macchina fotografica, elaborati per una Esposizione già apprezzata a Grazzano Visconti ed ora presentata a Sarmato Arte.

Il Club Fotografico, sempre attivo di opresenze e di iniziative  le fa corona. Continuano a testimoniarci il loro messaggio due artisti, prematuramente scomparsi, che hanno iniziato la storia di questa rassegna: il talento di Claudio Capobianco che sa suscitare dalle immagini che cattura bellezza, magia di luci, culto: e le pennellate incantate e lievi di Bianca Aretusi.

 Ci sono gli artisti della parola: poeti e scrittori che cercano la purezza,l'efficacia, la chiarezza del linguaggio. E'  un gruppo articolato che invita a dar spazio, attenzione al sentire, riflettere, pensare. Rendono più consapevole la  loro, e la nostra, sensibilità, più vigile il rapporto con noi stessi, la comprensione degli altri, dei gesti, fatti, eventi della vita. Ester Albero, poetessa e giornalista, ha raccolto i suoi articoli sui fatti della comunità sarmatese: documentazione preziosa per la storia e l'evoluzione sociale del paese. Luigi Torregiani confida a un suo diario di poesie e immagini le consolazioni della sua vibrante. sensibilità tra studio, lavoro e il grande dolore per la morte del padre.

 Stefania Falaguasta sorprende per la chiarezza di introspezione e l'intensità stupefacente nelle cose normali. Carla Piana scrive racconti per bambini, di presa avvincente, ed è entrata da quest'anno nel gruppo. Massimiliano Zaccarotti, poeta fulmineo, esasperato, di un mondo ormai senza frontiere, si getta nel tumulto dei linguaggi giovani, arditi, per riconoscere il proprio, ed ottiene riconoscimenti e pubblicazioni.

Sandro Sacchi che sa dire con parole piane, esatte, la bellezza  e nostalgia di tutti per il paese, ci ricorda l'importanza di conoscere e salvare il dialetto, un nostro valore autentico che va conservato e tramandato proprio mentre più ci si apre all'accoglienza e al globale, e che deve continuare a rimbalzare, caldo, aperto, sulle pietre della piazza di Sarmato. Il critico letterario Osvaldo Filippini offre la sua familiarità di studi danteschi in un momento in  cui  "La  divina  commedia"  viene  letta  pubblicamente  e riscoperta con tanto successo.

  Sarmato è un paese padano operoso, intraprendente, ambizioso delle proprie specialità. Giustamente si è aggiunto quest'anno alla grande famiglia degli artisti sarmatesi un settore nuovo, quello degli Artisti artigiani, rappresentanti degli antichi maestri di Arti e Mestieri. Conservare e specializzare i lavori artistici non è un gesto di nostalgia, ma il far tesoro di un patrimonio di esperienza, manualità, segreti del mestiere. In tempi di centri commerciali, permette l'occasione straordinaria di andare a bottega, dall'artigiano specifico del vetro,o ferro battuto, o legno e di trovarvi il prodotto unico, speciale, personalizzato.

C'erano un tempo  le botteghe artigiane a Sarmato, nel borgo del Castello, nelle cascine. SarmatoArte 2004 ne ha riunito un primo gruppo simulando i loro laboratori, con prodotti in mostra, strumenti di lavoro, documentazione delle fasi di lavorazione, della ricerca e cura dei materiali.

 Giuseppe Casazza, il pittore, presenta i suoi lavori in ferro battuto. Gabriele Molinelli, restauratore,    illustra il gusto dei mobili antichi, del rustico ritrovato. Giordano Mascellani è pure specialista nella lavorazione del ferro artistico. Angelo Marzoli, sarmatese che vive e ha laboratorio a Vicobarone, ha ritrovato la tecnica della scagliola, un'arte antica, nata nel 1600 proprio in Emilia, per imitare le tarsie di marmo o pietre dure utilizzando invece il gesso locale a costi molto minori. Marzoli ha ricercato le antiche ricette, i colori primari ,e produce , come allora, il "marmo artistico", ne fa oggetti di rara bellezza. Fiorella Furini espone le sue tovaglie, lavorate a ricamo o all'uncinetto, uniche e desiderabili. Sul suo esempio altre sarmatesi dalle mani preziose pensano di portare in futuro i loro prodotti dell'antica arte del cucito.

Esclusive e desiderabili; Maria Antonia Marazzi e Nella Maserati sciorinano ai nostri occhi le loro tramate all'uncinetto, sottili come veli, o sontuose di disegni fantastici. Sul loro esempio altre donne sarmatesi dalle mani preziose pensano di portare  in mostra i loro prodotti dell'arte antica del cucito.

Sono pronte anche a produrne altre per il pubblico, se SarmatoArtisti potesse inventare per loro, per i suoi artisti-artigiani una Fiera no profit, a scopo benefico. Sede ideale sarebbe il borgo antico del Castello, dov'erano un tempo le botteghe artigiane. Sarebbe un richiamo  forte, competitivo per Sarmato; l'occasione di proteggere e rilanciare  la sua tradizione di manufatti artistici in una cornice di bellezza storica e di invogliante ospitalità.

Quanto dialogano tra loro gli artisti di Sarmato? Il paese non possiede per ora un locale di ritrovo per riunioni, iniziative, spettacoli. La Mostra potrebbe essere il punto di partenza per incontri, per entrare in confidenza col pubblico, rendere familiare quello stato ispirato  d'artista che ancora è visto come zona privilegiata, inaccessibile, e che invece è un dono che si può anche donare, propagare.

Cominciamo dall'anno prossimo, con sette serate d'incontro, dove un artista racconta la propria vocazione, o la tecnica; dove una sera si legge Dante o si ascolta e commenta musica.

Non sono iniziative al passato: le vediamo pulsanti e di grande seguito nel Festival della Letteratura di Mantova, nella lettura di Canti della "Divina Commedia" che a Milano e  Firenze ha spopolato. Obbiettivo scoprire, imparare, attirare l'attenzione anche dei giovani alle arti, far nascere artisti nuovi dalla iniziativa e autenticità del nostro paese.

 Franca Cella