| Grest
– campeggi e…le feste
E anche quest’anno mi ritrovo a scuola, nel mio banco, con ancora in
testa qualche scoria di estate…eppure tutto ricomincia da capo, la solita
routine quotidiana, le lezioni, i compiti e le verifiche, rivedo i prof,
i compagni, le bidelle, il preside, il liceo: luoghi e persone familiari.
E inevitabilmente come tutti gli anni durante i primi giorni di scuola
cerco di far rivivere dentro di me tutti i più bei momenti della
mia fantastica estate, per ricordare, per non dimenticare.
L’estate 2005 è l’estate che rimarrà nella mia mente come
quella in cui sono cresciuto e divenuto consapevole di avere delle responsabilità.
La prima esperienza estiva è stata quella dal Grest: mattina
e pomeriggio mi recavo alla mia seconda casa, ovvero l’Oratorio, per
curare e far divertire bambini e ragazzi. Qui ho cercato di stabilire
forti legami con loro, per impedire che, finito il Grest, finisse anche
il nostro rapporto. E ci sono riuscito, convincendo i più grandi
a frequentare l’Oratorio anche la sera, come luogo per stare insieme
o semplicemente come punto di ritrovo. Così le prime due settimane
di Giugno volarono, letteralmente, ed arrivò il tanto aspettato
momento di partire per Ceresole Reale, il primo turno della vacanza
parrocchiale con i ragazzi. Carico di entusiasmo partii alla volta del
mio primo campo come educatore: esperienza che si rivelò stupenda.
Oltre al posto magnifico, altrettanto stupefacenti si rivelarono i ragazzi,
tutti quanti carichi di voglia di fare, di partecipare. Chi mi ha accompagnato
in questo viaggio mi ha aiutato ad arricchire il mio bagaglio di esperienze,
a crescere dentro, anche solo attraverso piccoli gesti,semplici frasi
o consigli. Ma si sa, ogni cosa piacevole finisce in fretta; e velocemente,
passando attraverso altre settimane di Grest, arrivò la fine
di luglio e quindi il momento per partire di nuovo. La meta? Torgnon,
vacanza parrocchiale, dove però stavolta ero coinvolto in prima
persona, non più come educatore, ma come ragazzo.
Quest’anno la vacanza è stata molto utile per la mia crescita,
un altro tassello, forse il più stabile, quello al centro, che
va a comporre il mio “puzzle”: senza di esso non si vedrebbe l’immagine.
Ero indeciso se partecipare o no e il mio “sì” è stato
decisivo.
Avrei perso tante opportunità: i temi trattati nei lavori di
gruppo, incentrati benissimo sul nostro continuo cammino, l’unione sempre
più forte con il mio gruppo di amici, il sorriso dei bimbi di
fronte ai maestosi panorami mozzafiato, la solidarietà nelle
camminate, il vivere in comunione,…
L’unico “lieve” inconveniente personale l’ho avuto quando, mentre stavo
giocando a calcio, sono caduto molto male. Conclusione? Rottura dei
legamenti della caviglia e impossibilità di partecipare alla
tanto attesa Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia. E così
con profondo dispiacere e molta invidia ho dovuto assistere alla partenza
dei miei amici verso la Germania, consapevole di aver perso un evento
toccante ed emozionante.
Non potendo partire, mi sono reso utile per la festa di San Rocco, prima
con il punto giovani, poi allo Stand. Ho partecipato, caviglia permettendo,
a tutte le possibili iniziative proposte, tra cui la Stracastello, gara
semiseria, alla quale i miei amici ed io abbiamo preso parte vestiti
da soldati vincendo un premio speciale.
“Galvanizzati” da ciò, nacque in noi l’idea di girare un cortometraggio
ambientato nella seconda guerra mondiale.
Ecco però Settembre, l’ora di una nuova e ultima avventura: Marina
di Massa, il campo ACR della Diocesi, al quale partecipavo come educatore.
Partii, con Alessandra, Simona e una ventina di bambini, convinto di
tornare a casa soddisfatto e infatti fu così. Con i bambini abbiamo
affrontato in modo semplice ed adeguato il tema della chiesa, della
comunità; ambientando il campo su una grande nave con un capitano
che ogni giorno faceva scoprire cose nuove.
E’ stata una vacanza singolare, siccome mi sono trovato a collaborare
con educatori che avevano animato i miei campi ACR; è stato utile
quindi avere persone a fianco con tanta esperienza .
Infine è arrivato il 12 Settembre, e si ricomincia. Inutile ringraziare
perché sono troppe le persone che hanno fatto sì che quest’estate
sia stata così intensa e ricca; concludo solo porgendo un grosso
abbraccio a tutti coloro che anno condiviso con me anche solo uno spicchio
di questa estate, ormai fuggita.
Matteo Bongiorni 
Un testimone
Quest’ estate trascorrevo la maggior parte del mio tempo in oratorio.
La mia avventura iniziava alle due del pomeriggio con il grest. Qui
giocavo con tutti i miei amici e mi divertivo un mondo facendo giochi
proposti dagli educatori; poi alle cinque c’era la merenda e, finita
questa, ognuno poteva fare giochi liberi: ping-pong, calcio, calcio
balilla oppure si poteva giocare a briscola. Alle sei tornavo casa per
un breve rifornimento, ma verso le nove ripartivo con destinazione oratorio.
Alla sera di solito prevalevano tre giochi: qualcuno giocava a calcio,
altri con le Magic ma c’erano anche dei piccoli gruppetti, di cui io
facevo spesso parte, che giocavano a briscola chiamata, ovvero in cinque.
Ci divertivamo molto, ma, alle undici, l’oratorio chiudeva e ce ne tornavamo
tutti a casa. Dunque questa era la mia giornata all’oratorio, ma in
questi tre mesi c’è stata, oltre al grest, anche una vacanza
parrocchiale a cui ho partecipato. Quest’ anno alloggiavamo in una casa
a Ceresole Reale, un piccolo paese non tanto distante dal Gran Paradiso,
in Piemonte. Siamo stati lì una settimana e ci siamo divertiti
da matti. Vicino alla casa c’era uno splendido lago che dava un panorama
stupendo. In questa vacanza abbiamo anche girato un filmato: si tratta
di un tigì girato interamente da noi ragazzi. Quest’ estate mi
sono divertito molto, ma purtroppo è terminata.
Stefano Scagnelli 
Dal
16 al 21 agosto al la XX Giornata Mondiale
della Gioventù
“Siamo
venuti per adorarLo” - Come i Magi giunti dall’Oriente…
Sono
ottocentomila i giovani che hanno preso parte alla Giornata Mondiale
della Gioventù di Colonia e che, dopo qualche giorno di preparazione,
la sera del 20 agosto si sono riuniti per la veglia di preghiera con
Papa Benedetto XVI nell’immensa spianata di Marienfield, trasformatasi
per l’occasione in un oceano di luci e colori. Persino il cielo, quella
mattina tanto minaccioso da preannunciare un diluvio, si è poi
piegato di fronte ai tanti pellegrini, giunti da ogni angolo della Terra
a testimoniare un’unità possibile soltanto in Cristo, e le nubi
hanno così fatto spazio ad un sole in cui nessuno avrebbe mai
sperato.
Calata la sera, è avvenuto l’incontro tanto atteso con Papa Ratzinger,
che prima dell’inizio della celebrazione, dal palco allestito appositamente
sopra una collinetta artificiale, ha abbracciato la folla, da cui subito
si è alzato il grido:”Benedetto, Benedetto!”
Richiamati poi al silenzio e al raccoglimento, tutti i giovani, arrivati
come Magi sulle orme della Stella, sono stati esortati a vivere l’appartenenza
alla Chiesa, “una famiglia vasta come il mondo”, un campo fatto di grano,
ma anche di zizzania.”Ma in fondo è consolante il fatto che esista
la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti osiamo
tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Cristo, che ha
chiamato proprio i peccatori”.
Tornando poi a parlare dei Magi, il Papa ha affermato che, dopo aver
visto e adorato il Bambino “il cammino esteriore di quegli uomini era
finito.Erano giunti alla meta”. Era proprio a quel punto però,
che li attendeva un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che li
avrebbe cambiati.
Anche la vita di tutti quelli che, nonostante la fatica e le incertezze,
sono stati toccati quella notte dalle parole del Pontefice, sicuramente
non sarà più la stessa.
Tornati alla quotidianità del proprio vivere, lontano da tutte
le suggestioni e le emozioni suscitate dalla veglia di Marienfield,
a chi è davvero alla ricerca della Stella capace di condurre
a Cristo, è richiesta una conversione, ma non ad un Dio “privato”,
e cioè creato a proprio uso e consumo, bensì ad un Dio
che non sempre corrisponde alle nostre aspettative, il quale ha scelto
di entrare nella piccolezza e nella fallibilità umane per compiere
invece il Suo grande progetto, a cui si può decidere di collaborare.
TRA BENEDETTO
XVI E GIOVANNI PAOLO II
A COLONIA SULLE ORME DEI RE MAGI
La ventesima giornata mondiale della gioventù, svoltasi a Colonia
tra l’11 e il 21 agosto, è solo una tappa di un cammino cominciato
a Buenos Aires nel 1987, che ha toccato nel corso degli anni numerose
città del mondo.
Un appuntamento consegnato ai giovani da Giovanni Paolo II, il cui ricordo
era presente sulla spianata di Marienfeld, memoria viva anche per il
suo erede Benedetto XVI, che lo ha più volte citato nei suoi
discorsi.Papa Ratzinger, ricevendo la comunità tedesca musulmana,
ha affrontato il difficile problema del terrorismo internazionale, condannando
le guerre di religione e incoraggiando maggiormente il dialogo fra cristianesimo
ed islam. Benedetto XVI ha inoltre incontrato la comunità ebraica,
ripudiando il male assoluto dei campi di concentramento nazista ed affrontando
la memoria di un passato che per la Germania è ancora oggi fonte
di turbamento. Discorsi questi che tracciano la linea del suo pontificato
improntato a seguire le orme di Giovanni Paolo II. ”SIAMO VENUTI PER
ADORARLO” è questo il tema che il Papa polacco aveva scelto per
la ventesima giornata mondiale della gioventù, pensando ai Re
Magi le cui reliquie sono sepolte nel duomo di Colonia. Seguendo la
stella cometa della fede un milione di giovani si sono diretti sulla
spianata di Marienfeld per la veglia di preghiera, alternata da momenti
di riflessione e d’intrattenimento con musiche e canti. Durante la veglia
Benedetto XVI ha invitato i giovani a seguire chi avevano incontrato:
Cristo. Non occorre costruirsi un Dio personale che faccia ciò
che vogliamo, è necessario seguire la strada d’amore che Gesù
ha tracciato per noi.Cristo ha amato l’umanità fino alle estreme
conseguenze della croce, insegnandoci in questo modo che la sofferenza
non bisogna rifiutarla, per crescere occorre viverla e vivere la vita
fino in fondo cogliendo l’istante nella sua essenza.
Laura Tramelli

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