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Il giornale della Unità Pastorale Locale di Castelsangiovanni e Sarmato

Ottobre 2005 Pag. 5- Castelsangiovanni

L’ESTATE IN PARROCCHIA

“Siamo venuti per adorarLo”

Alla XX G.M.G. di Colonia

Sulle orme dei Magi

"TRA BENEDETTO XVI E GIOVANNI PAOLO II"

Grest – campeggi e…le feste
E anche quest’anno mi ritrovo a scuola, nel mio banco, con ancora in testa qualche scoria di estate…eppure tutto ricomincia da capo, la solita routine quotidiana, le lezioni, i compiti e le verifiche, rivedo i prof, i compagni, le bidelle, il preside, il liceo: luoghi e persone familiari. E inevitabilmente come tutti gli anni durante i primi giorni di scuola cerco di far rivivere dentro di me tutti i più bei momenti della mia fantastica estate, per ricordare, per non dimenticare.
L’estate 2005 è l’estate che rimarrà nella mia mente come quella in cui sono cresciuto e divenuto consapevole di avere delle responsabilità.
La prima esperienza estiva è stata quella dal Grest: mattina e pomeriggio mi recavo alla mia seconda casa, ovvero l’Oratorio, per curare e far divertire bambini e ragazzi. Qui ho cercato di stabilire forti legami con loro, per impedire che, finito il Grest, finisse anche il nostro rapporto. E ci sono riuscito, convincendo i più grandi a frequentare l’Oratorio anche la sera, come luogo per stare insieme o semplicemente come punto di ritrovo. Così le prime due settimane di Giugno volarono, letteralmente, ed arrivò il tanto aspettato momento di partire per Ceresole Reale, il primo turno della vacanza parrocchiale con i ragazzi. Carico di entusiasmo partii alla volta del mio primo campo come educatore: esperienza che si rivelò stupenda. Oltre al posto magnifico, altrettanto stupefacenti si rivelarono i ragazzi, tutti quanti carichi di voglia di fare, di partecipare. Chi mi ha accompagnato in questo viaggio mi ha aiutato ad arricchire il mio bagaglio di esperienze, a crescere dentro, anche solo attraverso piccoli gesti,semplici frasi o consigli. Ma si sa, ogni cosa piacevole finisce in fretta; e velocemente, passando attraverso altre settimane di Grest, arrivò la fine di luglio e quindi il momento per partire di nuovo. La meta? Torgnon, vacanza parrocchiale, dove però stavolta ero coinvolto in prima persona, non più come educatore, ma come ragazzo.
Quest’anno la vacanza è stata molto utile per la mia crescita, un altro tassello, forse il più stabile, quello al centro, che va a comporre il mio “puzzle”: senza di esso non si vedrebbe l’immagine. Ero indeciso se partecipare o no e il mio “sì” è stato decisivo.
Avrei perso tante opportunità: i temi trattati nei lavori di gruppo, incentrati benissimo sul nostro continuo cammino, l’unione sempre più forte con il mio gruppo di amici, il sorriso dei bimbi di fronte ai maestosi panorami mozzafiato, la solidarietà nelle camminate, il vivere in comunione,…
L’unico “lieve” inconveniente personale l’ho avuto quando, mentre stavo giocando a calcio, sono caduto molto male. Conclusione? Rottura dei legamenti della caviglia e impossibilità di partecipare alla tanto attesa Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia. E così con profondo dispiacere e molta invidia ho dovuto assistere alla partenza dei miei amici verso la Germania, consapevole di aver perso un evento toccante ed emozionante.
Non potendo partire, mi sono reso utile per la festa di San Rocco, prima con il punto giovani, poi allo Stand. Ho partecipato, caviglia permettendo, a tutte le possibili iniziative proposte, tra cui la Stracastello, gara semiseria, alla quale i miei amici ed io abbiamo preso parte vestiti da soldati vincendo un premio speciale.
“Galvanizzati” da ciò, nacque in noi l’idea di girare un cortometraggio ambientato nella seconda guerra mondiale.
Ecco però Settembre, l’ora di una nuova e ultima avventura: Marina di Massa, il campo ACR della Diocesi, al quale partecipavo come educatore. Partii, con Alessandra, Simona e una ventina di bambini, convinto di tornare a casa soddisfatto e infatti fu così. Con i bambini abbiamo affrontato in modo semplice ed adeguato il tema della chiesa, della comunità; ambientando il campo su una grande nave con un capitano che ogni giorno faceva scoprire cose nuove.
E’ stata una vacanza singolare, siccome mi sono trovato a collaborare con educatori che avevano animato i miei campi ACR; è stato utile quindi avere persone a fianco con tanta esperienza .
Infine è arrivato il 12 Settembre, e si ricomincia. Inutile ringraziare perché sono troppe le persone che hanno fatto sì che quest’estate sia stata così intensa e ricca; concludo solo porgendo un grosso abbraccio a tutti coloro che anno condiviso con me anche solo uno spicchio di questa estate, ormai fuggita.
Matteo Bongiorni

Un testimone
Quest’ estate trascorrevo la maggior parte del mio tempo in oratorio. La mia avventura iniziava alle due del pomeriggio con il grest. Qui giocavo con tutti i miei amici e mi divertivo un mondo facendo giochi proposti dagli educatori; poi alle cinque c’era la merenda e, finita questa, ognuno poteva fare giochi liberi: ping-pong, calcio, calcio balilla oppure si poteva giocare a briscola. Alle sei tornavo casa per un breve rifornimento, ma verso le nove ripartivo con destinazione oratorio. Alla sera di solito prevalevano tre giochi: qualcuno giocava a calcio, altri con le Magic ma c’erano anche dei piccoli gruppetti, di cui io facevo spesso parte, che giocavano a briscola chiamata, ovvero in cinque. Ci divertivamo molto, ma, alle undici, l’oratorio chiudeva e ce ne tornavamo tutti a casa. Dunque questa era la mia giornata all’oratorio, ma in questi tre mesi c’è stata, oltre al grest, anche una vacanza parrocchiale a cui ho partecipato. Quest’ anno alloggiavamo in una casa a Ceresole Reale, un piccolo paese non tanto distante dal Gran Paradiso, in Piemonte. Siamo stati lì una settimana e ci siamo divertiti da matti. Vicino alla casa c’era uno splendido lago che dava un panorama stupendo. In questa vacanza abbiamo anche girato un filmato: si tratta di un tigì girato interamente da noi ragazzi. Quest’ estate mi sono divertito molto, ma purtroppo è terminata.
Stefano Scagnelli

Dal 16 al 21 agosto al la XX Giornata Mondiale della Gioventù
“Siamo venuti per adorarLo” - Come i Magi giunti dall’Oriente…

Sono ottocentomila i giovani che hanno preso parte alla Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia e che, dopo qualche giorno di preparazione, la sera del 20 agosto si sono riuniti per la veglia di preghiera con Papa Benedetto XVI nell’immensa spianata di Marienfield, trasformatasi per l’occasione in un oceano di luci e colori. Persino il cielo, quella mattina tanto minaccioso da preannunciare un diluvio, si è poi piegato di fronte ai tanti pellegrini, giunti da ogni angolo della Terra a testimoniare un’unità possibile soltanto in Cristo, e le nubi hanno così fatto spazio ad un sole in cui nessuno avrebbe mai sperato.
Calata la sera, è avvenuto l’incontro tanto atteso con Papa Ratzinger, che prima dell’inizio della celebrazione, dal palco allestito appositamente sopra una collinetta artificiale, ha abbracciato la folla, da cui subito si è alzato il grido:”Benedetto, Benedetto!”
Richiamati poi al silenzio e al raccoglimento, tutti i giovani, arrivati come Magi sulle orme della Stella, sono stati esortati a vivere l’appartenenza alla Chiesa, “una famiglia vasta come il mondo”, un campo fatto di grano, ma anche di zizzania.”Ma in fondo è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti osiamo tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Cristo, che ha chiamato proprio i peccatori”.
Tornando poi a parlare dei Magi, il Papa ha affermato che, dopo aver visto e adorato il Bambino “il cammino esteriore di quegli uomini era finito.Erano giunti alla meta”. Era proprio a quel punto però, che li attendeva un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che li avrebbe cambiati.
Anche la vita di tutti quelli che, nonostante la fatica e le incertezze, sono stati toccati quella notte dalle parole del Pontefice, sicuramente non sarà più la stessa.
Tornati alla quotidianità del proprio vivere, lontano da tutte le suggestioni e le emozioni suscitate dalla veglia di Marienfield, a chi è davvero alla ricerca della Stella capace di condurre a Cristo, è richiesta una conversione, ma non ad un Dio “privato”, e cioè creato a proprio uso e consumo, bensì ad un Dio che non sempre corrisponde alle nostre aspettative, il quale ha scelto di entrare nella piccolezza e nella fallibilità umane per compiere invece il Suo grande progetto, a cui si può decidere di collaborare.


TRA BENEDETTO XVI E GIOVANNI PAOLO II
A COLONIA SULLE ORME DEI RE MAGI


La ventesima giornata mondiale della gioventù, svoltasi a Colonia tra l’11 e il 21 agosto, è solo una tappa di un cammino cominciato a Buenos Aires nel 1987, che ha toccato nel corso degli anni numerose città del mondo.
Un appuntamento consegnato ai giovani da Giovanni Paolo II, il cui ricordo era presente sulla spianata di Marienfeld, memoria viva anche per il suo erede Benedetto XVI, che lo ha più volte citato nei suoi discorsi.Papa Ratzinger, ricevendo la comunità tedesca musulmana, ha affrontato il difficile problema del terrorismo internazionale, condannando le guerre di religione e incoraggiando maggiormente il dialogo fra cristianesimo ed islam. Benedetto XVI ha inoltre incontrato la comunità ebraica, ripudiando il male assoluto dei campi di concentramento nazista ed affrontando la memoria di un passato che per la Germania è ancora oggi fonte di turbamento. Discorsi questi che tracciano la linea del suo pontificato improntato a seguire le orme di Giovanni Paolo II. ”SIAMO VENUTI PER ADORARLO” è questo il tema che il Papa polacco aveva scelto per la ventesima giornata mondiale della gioventù, pensando ai Re Magi le cui reliquie sono sepolte nel duomo di Colonia. Seguendo la stella cometa della fede un milione di giovani si sono diretti sulla spianata di Marienfeld per la veglia di preghiera, alternata da momenti di riflessione e d’intrattenimento con musiche e canti. Durante la veglia Benedetto XVI ha invitato i giovani a seguire chi avevano incontrato: Cristo. Non occorre costruirsi un Dio personale che faccia ciò che vogliamo, è necessario seguire la strada d’amore che Gesù ha tracciato per noi.Cristo ha amato l’umanità fino alle estreme conseguenze della croce, insegnandoci in questo modo che la sofferenza non bisogna rifiutarla, per crescere occorre viverla e vivere la vita fino in fondo cogliendo l’istante nella sua essenza.
Laura Tramelli

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Castelsangiovanni

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Sarmato

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Agazzino

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Fontana Pradosa

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Pievetta e Bosco Tosca

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Creta

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