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Comunicato dell'associazione "Sarmato, Ambiente - Sviluppo"
Per Agenda XXI di Gennaio2006
Sentiamo
il bisogno di riferire all’assemblea di Agenda XXI ed alle forze politiche
sarmatesi alcune valutazioni che lasciamo alla vostra libera riflessione.
Esse nascono dalla constatazione che, purtroppo, dagli atti e dalle
espressioni della politica sarmatese si vuole svuotare di significato
il “percorso di partecipazione” scelto in vista della formazione del
nuovo P.S.C. e di una ipotesi di Sarmato 2020 parallelo al piano provinciale
“Vision 2020”.
Nell’estate avevamo sperato che ciò non fosse, ma nella realtà
la politica locale pressoché in toto considera la “partecipazione”
solo un optional che deve confermare con minime varianti quanto già
deciso dalla “mediazione politica” locale e provinciale. Lo disse
il sindaco presentando proprio in Agenda XXI i programmi del comune
per il futuro, sui quali i partecipanti avrebbero potuto, per gentile
“concessione”, proporre miglioramenti.
Dunque di fatto è esclusa qualsiasi ipotesi di “partecipazione
propositiva”, anche alternativa alle scelte politiche, nel solco della
partecipazione come “concezione”.
Nel
maggio scorso avevamo accettato coscientemente questo percorso ma
con precisi vincoli espressi in pubblica riunione con Comune, Provincia,
ARPA ed A.S.L., dettati dalla necessità inderogabile di approfondire
prioritariamente lo stato della situazione ambientale e sanitaria
che risulta grave per Sarmato e dintorni. La comunanza della gravità,
dicemmo, non era una giustificazione per non accertarla, anzi una
esigenza espressa concretamente proprio da A.R.P.A. ed A.S.L. che
segnalavano l’inerzia della amministrazioni pubbliche
I pronunciamenti precisi degli organi competenti istituzionalmente,
quali richiesti a suo tempo proprio da Comune e Provincia, non possono
aggiungere ulteriori ritardi nell’affrontare questo problema prima
di ogni altro; per rispetto agli organismi deputati che si sentono
evidentemente inutili, e per rispetto alla popolazione che ha creduto
e crede in istituzioni serie, leali ed al servizio della popolazione,
non di se stesse. Se non faceva danno perché si vuole spostare
il compostaggio? E perché il Comune lo vuole proprio sul nostro
territorio come recentemente riaffermato? Forse per i soldi che garantirà?
Perché nuove strade nel Comune? Che senso ha mantenere le grandi
vasche dello zuccherificio?
In che modo si riduce l’inquinamento prodotto dalle nuove attività
e strade?
Persino
l’ex Presidente della Provincia, Dario Squeri, certamente non amico
degli ambientalisti, ha ammesso che nel processo di programmazione
provinciale Sarmato ha dovuto sopportare pesi enormi, incompatibili
con le sue possibilità. E ciò a causa della sua debolezza
economica e politica per cui Sarmato ha sempre avuto bisogno di “assistenza”!
L’unica giustificazione portata è stata la “collegialità
democratica” delle decisioni prese.
Ma
a tutto questo ci sono alternative praticabili che, però, non
si vogliono esaminare perché il bene di Sarmato è deciso
unilateralmente dalla mediazione occulta politica-interessi economici.
Si parla unicamente di un tema: lo sfruttamento economico delle aree
liberate dallo zuccherificio come se questo fosse la panacea di tutti
i mali di Piacenza e di Sarmato.
Nessuno ricorda che lo zuccherificio di Sarmato ha chiuso pressoché
totalmente la sua attività ormai da tre anni, creando gravissimi
problemi alle famiglie dei lavoratori addetti ed a molte piccole imprese
legate a questa fabbrica. Ma creando anche un vuoto incolmabile di
varia natura principalmente nel paese ospite, cioè a Sarmato
ed alla comunità sarmatese.
E quale “partecipazione” possiamo dare se la “POLITICA” ha già
fissato autonomamente i “paletti” e considera la partecipazione inefficace
o esclusivamente al servizio delle proprie scelte escludendo la capacità
propositiva?
Questa strada manca di rispetto non solo agli “ambientalisti” ma alla
popolazione indipendentemente dal credo politico. Noi non possiamo
essere complici inconsci nella “mediazione occulta” per “trattare”
le condizioni della sudditanza perpetua di Sarmato. E poiché
ci troviamo proprio nella fase “propositiva” di Agenda XXI ci vediamo
costretti a lasciarla per non essere ulteriormente presi in giro.
SARMATO, AMBIENTE - SVILUPPO
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