Compostaggio a Berlasco

Per i rifiuti domestici ed il verde o altro?

Libertà

Copia di: domenica
11 gennaio 2004

Compostaggio a Berlasco, summit in Provincia Borgonovo
Il Comitato Salute Ambiente ha incontrato l'assessore provinciale Bertoni

BORGONOVO Dopo aver inviato un documento sul futuro impianto di compostaggio di Berlasco ad amministratori di Provincia, Comune di Borgonovo, Ausl, Arpa, il Comitato salute e ambiente di Borgonovo si è incontrato con l'assessore provinciale all'ambiente, Adriana Bertoni. Apprezzando la disponibilità dichiarata dalla Provincia a fornire tempestivamente, in futuro, informazioni circa il processo autorizzativo e realizzativo del nuovo impianto, ma anche ad esaminare congiuntamente documenti e progetti, il comitato ha però ribadito la sua contrarietà alla scelta di prevedere un unico impianto di compostaggio a Berlasco per tutto il territorio provinciale. «Scelta politica basata - dichiara il comitato - solo sulla disponibilità del Comune di Sarmato e di una ditta operante nel settore, i quali, peraltro, posizionano l'impianto esattamente sul confine con Borgonovo». Il Comitato prende atto che la Provincia prevederà , attraverso accordi con le amministrazioni pubbliche un adeguamento della viabilità d'accesso, che le autorizzazioni saranno oggetto di una valutazione d'impatto ambientale che considererà le componenti ambientali dei luoghi. E la "pari dignità" che, è stato affermato, dovrà avere il coinvolgimento del Comune di Borgonovo nel processo autorizzativo riguardo ai temi della viabilità e della mitigazione e compensazione. Nell'accordo proposto dalla ditta, è stato detto, si prevede il compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani dell'intera provincia, per un fabbisogno stimato in 32mila tonnellate all'anno. A fronte delle preoccupazioni manifestate dal comitato sulla quantità e sulla tipologia di rifiuti, l'assessore ha precisato che l'impianto attualmente gestito dalla ditta è autorizzato a trattare 85mila tonnellate all'anno di rifiuti molti dei quali classificati "speciali". Il Ppgr non può escludere che il nuovo impianto possa essere successivamente autorizzato al trattamento di rifiuti speciali. Si ipotizza quindi che la ditta, per il nuovo impianto, chiederà di mantenere gli attuali volumi e l'autorizzazione al trattamento di rifiuti speciali; tuttavia, in sede di concessione della nuova autorizzazione, è stato annunciato, si dovrà verificare che le richieste della ditta (volumi e tipologia di rifiuti) siano compatibili con le esigenze delle parti provinciali e locali. Circa le tecnologie da adottare, è stato precisato che l'autorizzazione sarà basata sul concetto delle «migliori tecniche disponibili». Su questi punti, il comitato osserva che diverse preoccupazioni espresse nel proprio documento sono oggetto di considerazione da parte della Provincia. Considera «decisivi» gli «spazi di intervento» che i diversi soggetti possono ancora utilizzare successivamente all'approvazione definitiva del Ppgr. Ribadisce il proprio impegno a fornire il proprio contributo e a tenere aggiornata la comunità borgonovese.