Chi era il "Cantiniere"?

  Scade il ventennale del compostaggio di Sarmato.

Ieri "indispensabile" per la sopravvivenza dello zuccherificio; e ora? A quattro anni dalla sua chiusura il comune ha deciso: "S'ha da spostare, ma non di molto, per carità". Fuori dal nostro comune, ma non troppolontano, e con viabilità esterna! A che gioco giochiamo? Forse necessitano i benefici finanziari connessi? Che "delocalizzazione" sarebbe a cinquecento metri di maggiore distanza? Forse un premio al produttore per il suo ventennale?

"Come sarà il territorio sarmatese, e non solo, con compostaggio, cave e bonifiche mancate?"

La "politica", tutta la politica, pensa a risolvere i problemi "parcellizzandoli": una vasca di qua, un'altra di là; cento ha. a me, cento a te. Alla fine il puzzle come si comporrrà? Quale bilancio si potrà avere? Quali i costi e quali i benefici per noi? Non sarà, piuttosto che a pagare saremo sempre noi sarmatesi con l'illussione di aver avuto un beneficio, ma con l'aggravante di aver aumentato i rischi per la nostra salute?
Un costo enorme è già stato pagato per far credere ai sarmatesi che il compostaggio era utile, necessario, anzi "indispensabile" per noi. Alla fine si è rivelato tutto un bluff! A chi dobbiamo dire grazie?

Al "cantiniere" ed ai "giudici del cantiniere" che hanno processato in piazza il "presunto colpevole" con processo sommario, con denigrazioni e calunnie consapevoli e che hanno evitato accuratamente di far celebrare un giusto processo? Non è un "fatto personale", ma di una comunità che ha rispetto di se stessa e di ogni suo membro. Vantare un "consenso elettorale" per giustificare azioni ignobili contro azioni altrettanto deprecabili è demenziale e segno di una grave malattia di cui la politica tutta, e non solo, si è macchiata. Qui non è più questione di decidere come fare il compostaggio o la viabilità, o di paletti da mettere per tutelarci. La questione vera è di ETICA, e questa è la vera risposta che si aspetta: "Chi era il "Cantiniere"? Chi sa perchè non parla?.