Da Il Giorno del 13/01/2004
TERRANOVA Imposte regole contro le puzze. In caso contrario, si chiude
Compost, regole più ferree
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TERRANOVA — Incontro ieri tra i funzionari regionali e l'Eal Compost per pianificare gli interventi anti puzze presso il contestato impianto di compostaggio di Terranova Passeri- ni, ormai sotto la lente d'ingrandimento da parecchio tempo: le proteste dei cittadini che abitano nelle vicinanze, le prese di posizione del comitato anti compost e diverse interrogazio- ni della Lega Nord a livello provinciale e regionale hanno sollevato la questione in maniera rilevante. Una situazione insostenibile, quella denunciata da molti residenti, che fin dall'avvio ella struttura avevano denunciato l'assoluta im- possibilità di coabitare con odori insopportabili, che non so- lo davano problemi di natura olfattiva, ma che provocavano anche, in alcuni casi, problemi di lacrimazione e allergia, do- cumentati in un dossier. Per l'impianto, entrato in funzione all'inizio del 2003, infatti l'attenzione è sempre stata alta ed ora sembra che si stia arri- vando alla stretta finale: i lavori di modifica per cercare di migliorare la situazione sono già stati messi nero su bianco, mentre occorre capire nel dettaglio la tempistica di realizza- zione. Sotto accusa è sempre stato principalmente il capanno- ne di seconda maturazione del material e stoccato, per il qua- le è stato chiesta la chiusura per evitare che si creassero pro- blemi olfattivi. Ma le magagne da sistemare sono anche di altra natura, come evidenziato dal recente blitz effettuato da alcuni esponenti del comitato anti compost: l'altezza della montagna di scarti non deve superare il metro e mezzo e lo spazio tra il primo e il secondo capannone dovrebbe essere isolato. |
C'è quindi attesa per le decisioni da assumere per dare una risposta anche alle tante proteste che si sono susseguite in questi anni: i cittadini, soprattutto coloro che abitano nelle vicinanze dell'impianto, hanno sempre denunciato una situa- zione insopportabile, raccogliendo firme e proponendo addi- rittura un referendum che non è mai stato accolto. Per l'Eal il fenomeno puzza probabilmente era correlato appunto alla fa- si di lavorazione della cosiddetta seconda maturazione del compost, della miscelazione tra frazione umida dei rifiuti e verde e della bio-ossidazione accelerata. Intanto, però, per ridurre l'impatto dell'impianto, a quanto pare, da un po' di tempo, il conferimento dei rifiuti è stato limitato: gli sfalci del verde sono stati dirottati verso un sito privato, mentre anche i fanghi non fanno più tappa a Terranova. Ora si attende che i lavori vengano effettuati, anche perché il problema della puzza che ammorba l'aria circostante, arrivan- do fino al centro abitato, non è mai cessato. E il sindaco del paese, Luciano Corvi, sarebbe pronto amche a firmare un'or- dinanza di chiusura cautelativa dell'impianto. Il problema degli impianti di compostaggio, e delle relative puzze, non è nuovo per il Lodigiano. Un altro paese sta infat- ti conducendo la sua battaglia per limitare gli effetti indeside- rati della «macerazione» del pattume. Anche Boffalora d'Ad- da, infatti, lamenta la scomoda coabitazione conT impianto. Sotto accusa, soprattutto, la macerazione dei sacchetti di pla- stica causata dalla cattiva interpretazione delle modalità da seguire per il conferimento dell'umido. M.B. |