Durante l’assemblea promossa dal comune sulle polveri fini da
centrali, sono state fatte le seguenti domande ed osservazioni non
riportate dalla stampa e che, per completezza d’informazione
desideriamo siano pubblicate:
1. Al dr. Rigoni della A.S.L.: "Come possono pesare sulla
situazione specifica di Sarmato, che ha ben due centrali per
complessivi 1.600 MW, gli esiti degli studi scientifici compiuti
nell’Unione Europea sulla pericolosità delle polveri ultra
sottili generate dalla combustione del metano nelle nuove centrali
elettriche?"
Risposta: "Gli studi sono troppo recenti,
richiedono cautela interpretativa ed ulteriori approfondimenti"
2. Al dr. Rigoni: "E’ stato istituito a Piacenza il
registro dei tumori?" E ancora "Considerato l’elevato
indice di impatto ambientale accertato dagli studi del prof. Viaroli
dell’Università di Parma in almeno 20 volte il territorio
comunale, esiste la possibilità di uno studio sulle patologie della
popolazione della Val Tidone?"
Risposta:"Non è stato attivato né il registro tumori
né è stata valutata la possibilità di uno studio epidemiologico
sulla popolazione locale. E’ la "Politica" che deve
portare avanti e sostenere, su richiesta dei cittadini, entrambe le
possibilità."
3. Al dr. Rigoni: "Oltre alle problematiche della
salute quali conseguenze può produrre la produzione continua di
esalazioni maleodoranti, in aggiunta all’inquinamento già
accertato ed alle polveri fini." La risposta è stata che "tali
esalazioni producono danni biologici e stress psicologici".
4. All’assessora Bertoni è stato evidenziato che "l’unico
criterio utilizzato per la localizzazione a Sarmato dell’impianto
di compostaggio consiste nella volontà dell’amministrazione
comunale locale di accettarlo, unico sui 48 comuni della Provincia,
senza alcun riguardo al già elevato impatto ambientale accertato
come già espresso."
5. All’assessora Bretoni: " Per quali motivi è stata
tollerata dal 1996 l’illegalità derivante dalla mancata
osservanza delle prescrizioni previste dall’autorizzazione
provinciale per il compostaggio?" NESSUNA RISPOSTA
6. Al sindaco Gallinari è stato chiesto "di spiegare le
motivazioni igienico – ambientali per le quali, con delibera di
giunta n. 82 del 23 agosto 2003, il comune ha chiesto lo spostamento
del compostaggio." NESSUNA RISPOSTA
In realtà esiste una alternativa al progettato megacompostaggio da
noi avanzata che consiste in piccoli impianti di bassa potenzialità
per il trattamento dei soli rifiuti organici domestici e vegetali,
esclusi fanghi civili ed industriali, che 3 o 4 comuni associati
possono bene gestire senza grossi investimenti in luoghi già
naturalmente protetti. Oltretutto ciò eviterebbe i danni ambientali
conseguenti al traffico veicolare in entrata ed uscita che sarà
notevole in un’area già fortemente appesantita da un’autostrada,
una strada statale di forte movimento ed una strada provinciale. E le
cave in essere e future?
Abbiamo evidenziato anche che la distanza del nuovo centro dall’abitato
di Sarmato non è di 3.000 mt. bensì di 1.350 all’incrocio della
S.S.10, e meno per gli abitanti di Nosone, Agazzara, Berlasco,
ecc.,ecc..
La testimonianza dei cittadini di Borgonovo che hanno visitato l’impianto
di Este, del tutto simile al nostro, indica infatti la presenza di
odori molesti consistenti alle stesse distanze.
"Sarmato, ambiente – sviluppo" è impegnato per
chiedere la V.I.S. (Valutazione Impatto Sanitario),
quale strumento per analizzare la reale situazione sanitaria della
Provincia e definire le zone in cui è doveroso evitare l’insediamento
di strutture produttive o di smaltimento rifiuti.
Ci aspettiamo dalla "Politica" un segnale
chiaro in questa direzione prima di ogni decisione.
SARMATO, AMBIENTE - SVILUPPO