Da "Sarmato, ambiente e sviluppo"

Domande agli amministratori comunali e provinciali

DA CRONACA Redazione Piacenza

Giovedì 20 NOVEMBRE 2003

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 10 Novembre 2003 – "SARMATO, AMBIENTE – SVILUPPO"

Durante l’assemblea promossa dal comune sulle polveri fini da centrali, sono state fatte le seguenti domande ed osservazioni non riportate dalla stampa e che, per completezza d’informazione desideriamo siano pubblicate:

1. Al dr. Rigoni della A.S.L.: "Come possono pesare sulla situazione specifica di Sarmato, che ha ben due centrali per complessivi 1.600 MW, gli esiti degli studi scientifici compiuti nell’Unione Europea sulla pericolosità delle polveri ultra sottili generate dalla combustione del metano nelle nuove centrali elettriche?"

Risposta: "Gli studi sono troppo recenti, richiedono cautela interpretativa ed ulteriori approfondimenti"

2. Al dr. Rigoni: "E’ stato istituito a Piacenza il registro dei tumori?" E ancora "Considerato l’elevato indice di impatto ambientale accertato dagli studi del prof. Viaroli dell’Università di Parma in almeno 20 volte il territorio comunale, esiste la possibilità di uno studio sulle patologie della popolazione della Val Tidone?"

Risposta:"Non è stato attivato né il registro tumori né è stata valutata la possibilità di uno studio epidemiologico sulla popolazione locale. E’ la "Politica" che deve portare avanti e sostenere, su richiesta dei cittadini, entrambe le possibilità."

3. Al dr. Rigoni: "Oltre alle problematiche della salute quali conseguenze può produrre la produzione continua di esalazioni maleodoranti, in aggiunta all’inquinamento già accertato ed alle polveri fini." La risposta è stata che "tali esalazioni producono danni biologici e stress psicologici".

4. All’assessora Bertoni è stato evidenziato che "l’unico criterio utilizzato per la localizzazione a Sarmato dell’impianto di compostaggio consiste nella volontà dell’amministrazione comunale locale di accettarlo, unico sui 48 comuni della Provincia, senza alcun riguardo al già elevato impatto ambientale accertato come già espresso."

5. All’assessora Bretoni: " Per quali motivi è stata tollerata dal 1996 l’illegalità derivante dalla mancata osservanza delle prescrizioni previste dall’autorizzazione provinciale per il compostaggio?" NESSUNA RISPOSTA

6. Al sindaco Gallinari è stato chiesto "di spiegare le motivazioni igienico – ambientali per le quali, con delibera di giunta n. 82 del 23 agosto 2003, il comune ha chiesto lo spostamento del compostaggio." NESSUNA RISPOSTA

In realtà esiste una alternativa al progettato megacompostaggio da noi avanzata che consiste in piccoli impianti di bassa potenzialità per il trattamento dei soli rifiuti organici domestici e vegetali, esclusi fanghi civili ed industriali, che 3 o 4 comuni associati possono bene gestire senza grossi investimenti in luoghi già naturalmente protetti. Oltretutto ciò eviterebbe i danni ambientali conseguenti al traffico veicolare in entrata ed uscita che sarà notevole in un’area già fortemente appesantita da un’autostrada, una strada statale di forte movimento ed una strada provinciale. E le cave in essere e future?

Abbiamo evidenziato anche che la distanza del nuovo centro dall’abitato di Sarmato non è di 3.000 mt. bensì di 1.350 all’incrocio della S.S.10, e meno per gli abitanti di Nosone, Agazzara, Berlasco, ecc.,ecc..

La testimonianza dei cittadini di Borgonovo che hanno visitato l’impianto di Este, del tutto simile al nostro, indica infatti la presenza di odori molesti consistenti alle stesse distanze.

"Sarmato, ambiente – sviluppo" è impegnato per chiedere la V.I.S. (Valutazione Impatto Sanitario), quale strumento per analizzare la reale situazione sanitaria della Provincia e definire le zone in cui è doveroso evitare l’insediamento di strutture produttive o di smaltimento rifiuti.

Ci aspettiamo dalla "Politica" un segnale chiaro in questa direzione prima di ogni decisione.

SARMATO, AMBIENTE - SVILUPPO