Egregio
sig. Sindaco,
siamo
lieti di avere avuto le sue riflessioni sul tema da noi sollevato
, “una nuova identità per Sarmato”, benché propriamente
non richieste a Lei. I destinatari Nella nostra lettera , infatti,
erano i “partiti”, non Lei e nemmeno Agenda XXI.
Premesso che la nostra unica missione è di “partecipare e
far partecipare”, ci scusi sig. Sindaco, ma davvero i partiti di
maggioranza hanno letto nel nostro documento le cose che ha scritto?
La confusione di cui parla è dovuta, forse, alla ricorrente
e perdurante confusione di ruoli, funzioni e responsabilità
tra la politica e la società civile nelle sue varie espressioni
che non abbiamo certamente alimentato noi. Ci sembra che siano nati
nuovi “collateralismi” molto spregiudicati e poco compresi e condivisi
dalla gente. Chi vuole “mettere insieme il diavolo e l’acqua santa”,
prima o poi deve scontarne le conseguenze che, purtroppo, ricadono
sui cittadini.
“Strumentalizzazione politica”?
Come associazione abbiamo corso il rischio di essere strumentalizzati
politicamente perché era prioritaria la necessità
di mantenere nel paese una dialettica politica pluralista. Dopodichè
ognuno ha le sue funzioni e le sue responsabilità verso il
paese, e le nostre sono diverse dai politici.
Piuttosto: dove sono i regolamenti del consiglio comunale sulla
PARTECIPAZIONE?
Cosa vogliono i partiti di Piacenza da Sarmato?
E’ peccato chiedersi, come ha fatto la stampa, cosa facevano a Sarmato
i segretari provinciali dei DS e della Margherita proprio mentre
si svolgeva Agenda XXI?
I cittadini non hanno diritto di saper qual è la “parte”
svolta in proprio dai “partiti” locali e provinciali? Quando mai
si è visto un partito, DS piuttosto che Margherita, AN piuttosto
che F.I. spiegare ai cittadini le ragioni delle proprie scelte e
confrontarsi con loro?
Fare chiarezza sulle “responsabilità” significa semplicemente
aiutare i cittadini a ragionare con la loro testa senza vincolo
di partito.
L’arma del “DIALOGO”
Abbiamo sostenuto, e praticato, in tempi non sospetti l’esigenza
del dialogo anche forte ma nella pacatezza piuttosto che con grida
e schiamazzi per far “accogliere” i nostri contributi. Siamo arciconvinti,
e lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, che proprio urla e
grida, attacchi e provocazioni, sono quanto di meglio esista per
impedire la reciproca comprensione. E spesso chi più urla
più si compromette e tutto resta come prima, salvo poi lamentarsi
che non cambia mai nulla! Dandone naturalmente la colpa ad altri.
Chi guarda solo pur legittimi problemi particolari, il tombino piuttosto
che l’area edificabile, e si azzuffa per far risaltare la propria
bravura o l’altrui incapacità, spesso impedisce ai cittadini
di vedere i contorni esatti del lavoro politico che viene nascosto.
“Priorità della politica”
Questo non ci sembra “qualunquismo politico”, ma un legittimo interesse
a pretendere che vengano ristabilite le corrette priorità
nell’azione politica; che questa non sia solo una somma di piccoli
problemi quotidiani o l’azione del singolo funzionario, ma, anzitutto,
venga rivolta alle tematiche che toccano la persona, la famiglia,
la salute, la preservazione del territorio su cui viviamo, le relazioni
tra gruppi e persone.
L’asservimento del 4% del territorio comunale
ad una porcilaia e del 5% a cave è proprio insignificante
sotto questo aspetto? La ristrutturazione di un altro 2% è
cosa banale? E sulle pretese di valorizzazione immobiliare di altre
aree centrali o periferiche del paese non si deve discutere forse?
Il compostaggio e le cave (con la subsidenza latente) sono problemi
nostri o della Provincia? La porcilaia è un problema del
paese o di un operatore economico?
E LA SALUTE DELLE PERSONE?
Un paese che si rispetti non può far finta di nulla, e NON
può prostituirsi senza saperlo. O no?