Martedì, 27 Maggio 2003
Al tavolo dell'energia Edison ha escluso nuove assunzioni. Sindacati preoccupati per eventuali tagli
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Sarmato Adesso è ufficiale: la centrale elettrica di Sarmato sarà potenziata di circa il 25 per cento. Dagli attuali 135 megawatt si passerà a quota 180 megawatt. L'investimento è previsto per il febbraio del prossimo anno; solo allora la centrale raggiungerà una piena operatività economica in grado di essere competitiva sul mercato. Per una notizia positiva ce n'è una meno allegra: sul fronte occupazionale, almeno per ora, non si vedono incrementi all'orizzonte. Anzi è possibile una lieve riduzione dell'attuale organico della centrale: tre lavoratori in meno rispetto agli attuali diciannove. E' quanto emerso dal Tavolo per l'energia attorno al quale, ieri mattina nella sala giunta della Provincia, si sono trovati le istituzioni locali, i sindacati, i parlamentari, ed Edison, l'ente proprietario della centrale di Sarmato. Interlocutorio è stato definito l'incontro dai sindacati presenti nella sala giunta dell'amministrazione provinciale. «Non abbiamo avuto risposte positive - ha detto Marco Di Barbora, della Cisl - rispetto alle nostre richieste». I sindacati sostengono che, a fronte di un aumento di almeno il 25 per cento della potenza della centrale, avrebbe dovuto esserci un leggero incremento dell'occupazione. «Ci è stato comunicato che invece ciò non accadrà; anzi ci sarà forse un leggero decremento - ha rivelato Di Barbora -; incremento che ci preoccupa e ci fa dare un giudizio sostanzialmente insoddisfacente sull'incontro». Attualmente i lavoratori occupati nella centrale di Sarmato sono 19. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto che si arrivi almeno a 21. Non sarà così, almeno per il momento. Sembra che da 19 si scenda anzi di circa tre unità, secondo le indiscrezioni diffuse dagli stessi sindacati. Voci peraltro non confermate da Edison ma neppure smentite. La centrale di Sarmato è del tipo a ciclo combinato con una potenza tutto sommato piccola. L'autorizzazione al suo potenziamento è stata ottenuta proprio in questi giorni, ma la piena operatività sarà raggiunta, come detto, nel febbraio del 2004. Per Edison, al Tavolo dell'energia di ieri mattina, c'era Carlo Banfi, direttore di produzione della divisione elettrica. A livello occupazionale la risposta di Edison, è stata infine chiara. «E' bene fare sempre molta attenzione ai numeri come ai costi - ha premesso Banfi -; la cosa che ci preme è che queste centrali riescano a stare sul mercato. Pertanto è bene ponderare i numeri sin da subito per non dovere prendere poi in futuro decisioni che rischiano di essere traumatiche». Dunque nessun aumento di personale. «Concretamente ciò significa che non aumenteremo di sicuro l'organico attuale di 19 persone - ha evidenziato Banfi -. Di questo numero discuteremo poi con i sindacati». Positiva la risposta al presidente della Provincia, Squeri, che auspicava un impegno di Edison a fornire calore all'insediamento industriale che dovrebbe sorgere |
sull'area ex Eridania. «Fornire calore è il nostro mestiere - ha sottolineato Banfi -. Noi lasciamo le porte aperte agli insediamenti industriali che avranno la necessità di questo energia». All'Eridania venivano fornite dalle 30 alle 50 tonnellate all'ora di vapore. «Siamo già in contatto con un imprenditore locale per studiare la modalità di fornire calore alla sua azienda» ha anticipato il rappresentante di Edison. Ritengo che anche per insediamenti industriali nella superficie dell'ex Eridania la possibilità di accedere ad una fonte di energia così vicina ed a prezzi competitivi potrebbe essere un vantaggio. All'incontro di ieri mattina - poi proseguito in sala consiglio per affrontare la questione di Piacenza Levante, come riferiamo in cronaca - hanno partecipato il presidente della Provincia, Dario Squeri, i sindaci di Piacenza, Roberto Reggi, e Sarmato, Mauro Torreggiani, i parlamentari Tommaso Foti (Alleanza nazionale) e Massimo Polledri (Lega Nord), il consigliere regionale Nino Beretta (Ds), il vice presidente della Provincia, Ernesto Carini, e, tra i sindacati, Marco Di Barbora (Cisl), Lino Foppiani (Uil), Massimiliano Borotti (Uil), Claudio Malacalza (Cgil), Maurizio Mori (Cgil), Cesare Maggi (Cgil) e Luigi Cavalli (Uil). Federico Frighi federico.frighi@liberta.it «Il futuro è legato all'ex Eridania» il sindaco Sarmato (fri) «Il futuro della centrale di Sarmato e quello del futuro polo industriale ex Eridania sono strettamente collegati». Lo ha detto ieri mattina al Tavolo dell'energia il sindaco di Sarmato, Mauro Torreggiani. Il primo cittadino ha presentato ad Edison un'ipotesi di cittadella industriale che potrebbe sorgere sui 700mila metri quadrati di superficie occupati in passato dallo zuccherificio. «E' un'area molto appetibile - ha detto Torreggiani - formata da tre zone: quella produttiva, quella tra la Via Emilia e la ferrovia, quella tra la ferrovia e l'autostrada Piacenza-Torino». «Ho chiesto a Sacofin un piano di bonifica delle vasche di depurazione e delle vasche di lagunaggio, nonchè di bonifica delle pur modeste quantità di amianto contenute nello stabilimento ex Eridania ed un progetto, seppur di massima, che riguardi l'intera area» ha assicurato. «Una riqualificazione industriale dell'ex Eridania è possibile e porterebbe alla presenza di nuovi insediamenti produttivi che potrebbero acquisire vapore ed energia dalla centrale di Sarmato con la conseguente ricaduta occupazione positiva anche sulla centrale». Torreggiani ha auspicato anche un riutilizzo dell'acqua calda della centrale - che esce tra i 23 ed i 25 gradi - per lo sviluppo della serricoltura. Pollice verso, invece, per il teleriscaldamento delle case di Sarmato. La sua applicazione sarebbe troppo complicata a livello impiantistico e tecnico sulle strutture già esistenti. |