|
La nostra associazione è giovane, ma è formata prevalentemente da persone "mature". Persone che hanno già costruito la loro vita familiare e professionale e da sempre, per formazione, cultura, abitudine, sono impegnate in qualche ambito della vita sociale e comunitaria del paese. Chi in Parrocchia, chi in politica, chi nel volontariato, chi nello sport o nel tempo libero; non importa dove, ma impegnate ad esercitare una seppur piccola responsabilità per il "bene comune". Ciò ha comportato spesso sacrifici per la propria vita personale e familiare. Il solo interesse che ci ha mossi è il desiderio di contribuire in qualche modo ad una crescita del nostro paese in termini di umanità e di dignità. Perciò la prima domanda che ci siamo posti è stata questa: "Perché solo il nostro paese deve sopportare certi costi, pesi, disagi e rischi, mentre altri godono dei vantaggi di non averli?" Ancora: "Il nostro paese era prima agricolo, poi agro-alimentare, poi energetico, ma oggi cos'è? O cosa vorrebbe essere?" Nella ricerca delle risposte più consone non ci siamo posti pregiudiziali, se non quelle della chiarezza, della completezza, della trasparenza, della documentazione accurata, dell'accoglienza del consiglio di tutti e del rispetto da e verso tutti. Ci siamo resi conto di quanto ciò sia bello ma difficile e, soprattutto, si scontri con motivazioni ed interessi di ben altro genere. Interessi e motivazioni che guidano spesso ad "usare la politica" per soddisfarli. Perciò non si può stare inerti ad aspettare che la politica si rigeneri, ma occorre darle una spinta, uno stimolo forte che la costringa a misurarsi correttamente con il popolo che deve governare. Vi era, in proposito, un "silenzio sospetto" nel paese. La politica taceva e si preparava un duro colpo alla democrazia: una sola lista per il governo del paese ma senza alcuna partecipazione popolare alla sua formazione! Sarebbe stata cosa buona? Sarebbe stato un "buon frutto" della politica locale? A noi non sembrava cosa buona, perciò abbiamo cercato di costruire nel poco tempo che ci era concesso una possibile alternativa reale a tale stato di cose. Un'alternativa che tiene conto delle gravi insufficienze della politica locale, della scarsa o nulla formazione alla politica dei giovani, del distacco della gente dalla politica, della "delega" delle responsabilità e della fiducia senza controllo tipica della tradizione locale che ha "esentato" i responsabili dal "rendere conto"! E' stato detto pubblicamente, infatti: "la verità ce l'ha il sindaco e ci basta"! Il paese ha diritto per rispetto dei deboli, dei minori, dei malati, dei bisognosi che ancora esistono, che i responsabili rendano conto delle loro azioni: pubblicamente come pubblico è il loro incarico ed il loro compenso. Abbiamo promosso la lista "Rinascere con Sarmato" non certamente per nostro personale interesse, tant'è che ne siamo volontariamente fuori. Abbiamo chiesto ad amici ed amiche di rappresentare in essa non noi o le nostre idee, ma la loro volontà di riscatto del paese insieme ad altri nella convinzione che ci sono persone disponibili a dialogare, capirsi e decidere insieme, nel confronto costruttivo, quali sono i criteri di "discernimento" del bene comune. Ascoltarsi, parlarsi, confrontarsi, documentarsi, aprirsi all'esterno del paese, guardare fuori senza pregiudizi come fanno i nostri giovani che vanno alle università, al lavoro fuori di Sarmato e di Piacenza. Quali grandi ricchezze essi possono portarci che noi non abbiamo? Per questo chiediamo di sostenere questa lista, perché è un segno di un possibile e reale miglioramento nella vita della comunità locale. E dopo la proposta il nostro ruolo tornerà ad essere quello di ieri: della vigilanza attenta e compassionevole come ci ha insegnato un vecchio prete di campagna nella sua inedita lettera ai contadini: "Facciamo i conti" |