coordinatore
della laurea triennale su
"Scienze
per l’ambiente e il territorio"
della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica di Piacenza
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Venerdì 5 dicembre il Prof. Ermes Frazzi, coordinatore
della laurea triennale su "Scienze per l’ambiente e il
territorio" della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica di
Piacenza ha illustrato il suo libro “AGRICOLTURA, AMBIENTE E
PAESAGGIO” - I complessi rapporti che intercorrono fra l’attività
più antica dell’uomo e l’ambiente terrestre.
Dopo aver spiegato le complesse relazioni che governano il clima terrestre, ha confutato la tesi secondo cui l'agricoltura può essere considerata la responsabile dell'inquinamento ambientale e dei cambiamenti climatici. Rispondendo alle domande del pubblico, tra cui alcuni giovani studenti che avevano in precedenza letto il libro, tra l'altro ha detto: "L'incremento dei consumi dovuto al maggiore benessere crea una richiesta maggiore di beni alimentari, in particolare di carne bovina. Ciò ha determinato una intensificazione delle coltivazioni con l'impoverimento dei terreni sottratti alle foreste e la progressiva desertificazione, specie in Asia, Africa ed America meridionale, l'inquinamento delle acque e l'accentuazione dell'effetto serra dovuto tanto agli scarichi incontrollati quanto alla diminuita capacità di assorbimento di azoto ed anidride carbonica". Ancora. "Si alla globalizzazione economica, NO alla privatizzazione delle risorse con l'esclusione di miliardi di poveri dall'uso della terra per la propria sopravvivenza. Occorre un controllo "politico" soprannazionale a tutela di tutti e delle stesse risorse agricole che sono un bene comune" E: "Il problema alimentare non può essere risolto né con gli OGM (organismi geneticamente modificati), nè con le insensate campagne di controllo demografico. Oltretutto le coltivazioni con OGM richiedono acqua e strumenti inesistenti in tali paesi dove meglio sarebbe 'insegnare a pescare che portare il pesce'. Lo sviluppo (cultura, istruzione)determinerà una diminuzione delle nascite; con adeguate politiche agricole sfruttando le risorse genetiche naturali si potrà alimentare in modo conveniente la popolazione terrestre e diminuire l'inquinamento. ". Infine "E' pericolosa la politica di creare zone agricole protette, come la collina e la montagna, ed altre dove è possibile ogni genere di scempio ambientale. I parametri attuali di spandimento delle deiezioni animali sono assurdi e contribuiscono all'inquinamento dell'aria e delle acque. La CEE sta predisponendo nuovi parametri più restrittivi che impediranno di asservire la terra coltivabile agli allevamenti per scopo industriale, riconducendo allevamenti ed industrie al servizio dell'agricoltura. Esemplare in negativo il caso degli allevamenti suinicoli moltiplicabili all'infinito nel nord Italia per produrre il prosciutto di Parma, senza alcun rispetto ai terreni agricoli." "L'azienda agricola dovrà essere un 'centro integrato', fonte di cultura come nelle abbazie medievali, dove produzione e vendita nel rispetto del territorio creano risorse e lavoro". |
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