Inquinamento a Sarmato

(Lett. a Libertà del 07/08/1998 - "La premonizione")

Egr. Direttore, spesso si leggono su Libertà cronache ed interventi su temi politici da parte di amministratori e consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune di Sarmato. Spesso, pare, parlano del sesso degli angeli anzichè dei problemi veri del paese, di quelli che la gente comune sente sulla propria pelle. Per esempio, l'incremento delle tasse comunali dirette ed indirette e del costo dei servizi; della pesante crescita dell'inquinamento locale che in questo periodo caldo - umido è particolarmente forte; dell'incomprensibile ritardo nell'esecuzione dei lavori stradali tanto decantati ma mai finiti con inevitabili disagi per i cittadini; del degrado urbano della parte centrale del paese lasciata in totale abbandono dai proprietari senza che alcuna autorità pubblica intervenga (anche a tutela della incolumità della salute pubblica).

Prendiamo il caso dell'inquinamento: da anni abbiamo un costante incremento delle aree deputate al riciclaggio di acqua e fanghi Eridania passati dai 9 - 10 ha. dei primi anni settanta agli attuali quaranta (credo), ma successivamente ulteriormente aumentati da altre lavorazioni che nulla hanno a che fare con l'Eridania!

Così, mentre questa società ha potenziato, occorre riconoscerlo, gli interventi per diminuire il disagio olfattivo conseguente al processo di depurazione delle sue acque, da un'altra parte si impegnano terreni per una vera e propria discarica a livello provinciale di rifiuti domestici.

Che dire poi dello spargimento di liquami industriali sui terreni agricoli del comune con olezzi ed effluvi nauseabondi? Ma pare, a detta degli uffici e dei politici interpellati, che tutto sia in regola con tanto di autorizzazioni provinciali e regionali, dunque inutile protestare.

Così è se vi pare, cittadini sarmatesi; nessuno ha obiettato che ogni intervento preso singolarmente può anche essere regolare, ma nessuno può dubitare che verso questo paese sia esercitata una pressione (forse oppressione) "disinquinatoria" che supera ogni grado di tolleranza. Non ho mai sentito un consigliere, di minoranza o di maggioranza, esprimersi anche solo dubbiosamente su questi temi che a me paiono fondamentali per la vita di un piccolo paese. Stiamo diventando un ricettacolo di rifiuti con la scusa del recupero, ne soffriamo pesantemente e non ne abbiamo alcun compenso, oltretutto, sul piano finanziario familiare (almeno la diminuzione delle tasse).

Ci daranno, pare, la piscina gentilmente offerta da Sarmato Energia. Capirà quanto ciò attutirà il nostro disagio e l'impressione di essere un paese che di tutto può fregiarsi fuorchè del titolo di "paese turistico", come da qualcuno ho sentito inopinatamente sbandierare. Cosa che mi starebbe bene se volesse significare una decorosa possibilità di recupero urbanistico serio nel centro storico e nella periferia, un'aria pulita e senza odori molesti, un trattamento urbanistico che consideri la necessità di migliorare per chi ha minore capacità contrattuale rispetto a chi ne ha molta e viceversa.

Siamo un paese tradizionalmente "rosso" che ha premiato otre ogni misura gli immobiliaristi rispetto ai piccoli proprietari, ma nessuno dice nulla! Siamo in un paese dove si è fatta un'infinita demagogia sull'ambientalizzazione della centrale (La Casella) che non funziona che a scattii, ma nessuno dice nulla! L'importante è prendere il premio elargito dall'ENEL a chi se ne va e basta, ma nessun, maggioranza o minoranza, associazioni o parrocchia, dice nulla.

Che sia un paese morto? Forse ancora no, ma l'impressione è che chi ha potere o autorità di ogni genere, sia ormai assuefatto al'ineluttabile fato e, soprattutto, che tutti siamo considerati imbecilli!

Lettera firmata