La Valutazione di Impatto Sanitario

Uno strumento per dirimere i conflitti

La domanda che ci siamo posti, e che poniamo, è questa: “Come decidere la programmazione provinciale e locale, la progettazione di singoli impianti produttivi senza avere una conoscenza approfondita non solo della rispondenza dei singoli impianti ai requisiti di legge individuali, ma anche una base di conoscenze specifiche ed integrate, su base territoriale più ampia e con un orizzonte temporale sul futuro, in particolare sulla salute.?”
I livelli di inquinamento raggiunti a causa soprattutto della concentrazione di enormi impianti di produzione termica ed elettrica, delle reti di trasporto urbano ed extraurbano, sono alla base dell’incremento di malattie polmonari, cardiovascolari e tumorali già evidenziate da significativi studi ed indagini sanitarie effettuate. “Possiamo fare finta che da noi, produttori del 40% dell’energia elettrica regionale, tali effetti non ci siano?
Forse i nuovi impianti non aumentano l’inquinamento?
Parlare di “male minore” non significa aumentare comunque l’inquinamento totale?
E con quali effetti futuri?”

Perciò ci chiediamo:
“Possiamo accontentarci di indagini ed analisi ristrette al singolo progetto senza conoscere i suoi effetti sul territorio che ne risente e nel tempo futuro?” A questo scopo la sola V.I.A. è insufficiente e fuorviante, facendo credere effetti che non ha!

Cos’è la V.I.S.?
• La definizione della Organizzazione Mondiale della Sanità è;
"La VIS è una combinazione di procedure, metodi e strumenti da cui un progetto, un programma, una decisione o una proposta legislativa può essere giudicata per i suoi potenziali effetti sulla salute di una popolazione e sulla distribuzione dei suoi effetti su di essa." Gothenburg Consensus Paper, ECHP, WHO Regional Office for Europe. (1999)"
Scopo della V.I.S. è:
• Caratterizzare i legami esistenti fra un programma, progetto e la salute della popolazione;
• Fornire le informazioni necessarie ai decisori e al pubblico sugli effetti che la realizzazione di un piano programma/progetto può causare sulla salute della popolazione esposta;
• Proporre variazioni o modifiche al progetto per massimizzarne gli effetti positivi e minimizzarne quelli negativi.
Nell’ottica di fornire ai decisori, a tutti i livelli, informazioni e conoscenze dettagliate sul presente e sugli effetti futuri, l’U.E. chiede che la metodologia della V.I.S. e della V.A.S. sia integrata nel processo decisionale e che ne siano condivisi gli obiettivi e la portata.
Cioè che non ci siano piani o progetti di interesse ambientale che non attuino procedure di valutazione ambientale e sanitaria su scala territoriale e sugli effetti futuri.
In particolare la V.I.S. sarà utile prima, durante e dopo ogni decisione in quanto offre una conoscenza sul presente e ne prospetta gli esiti futuri sul territorio e sulle generazioni.

Con la V.I.S. si acquisiscono, tramite istituti scientifici e ricercatori all’uopo attrezzati tecnicamente e culturalmente:
1) una descrizione dettagliata, presente e futura, dell'area interessata;
2) un dettagliato studio dei processi per poter identificare i principali impatti generati in termini di uso delle risorse e rilascio di emissioni;
3) la raccolta di dati e la descrizione della popolazione che abita - ed eventualmente frequenta (lavora) l'area;
4) La previsione dell'inquinamento futuro e dell'impatto sulla salute, con una valutazione qualitativa dei cambiamenti delle caratteristiche dell'area e della qualità della vita;
6) il riassunto degli impatti, le raccomandazioni, la comunicazione alle parti interessate, la fase di monitoraggio

E’ stato fatto qualcosa di simile nel nostro caso? Se si, con quali esiti?
L'impatto "culturale" della VIS:

L’U.E. propone questi strumenti non per impedire di costruire, ma per dirimere i conflitti tra gli enormi interessi in gioco e le esigenze ambientali e di salute. In pratica V.I.S. e V.A.S. hanno la funzione di un “LINGUAGGIO COMUNE” che tutti, imprese, finanzieri, amministratori e cittadini dovremmo parlare per decidere secondo principi di PRUDENZA e di CONDIVISIONE
Non è il nostro caso, visto che tra porcilaia, compostaggio, riedificazione ex Eridania ci sono in ballo centinaia di milioni di Euro?
Domandiamo agli amministratori: “Perché non fate almeno la V.I.S.? In alternativa quali altre basi di conoscenza di ambiente e di salute avete per decidere? Quali informazioni e quale “concertazione” attuate nei confronti della popolazione?
Perché due sono i cardini su cui poggiano V.I.S. e V.A.S.:
1) Esenzione di qualsiasi ipotesi di “COMPENSAZIONE” finanziaria alle comunità;
2) Completa “COMUNICAZIONE e CONCERTAZIONE” in tutte le fasi della procedura, per garantire che la decisione finali non sia essa stessa generatrice di conflitti, bensì strumento di “ELIMINAZIONE DI CONFLITTI” tra gli interessi in gioco.

Questo metodo è l’applicazione concreta di una filosofia di libertà che non assegna la “verità” ad una parte e nemmeno alla sola “politica”, bensì al confronto continuo tra le parti, i decisori, la comunità.
La domanda finale che si pone è:
“Quali alternative sono applicate o applicabili?”
Perché in assenza di alternative nessuno può sentirsi “mago”, o no?

“Sarmato, Ambiente - Sviluppo”
A.G.