Da "Legambiente di Piacenza"

Compostaggio si, ma.................

DA Libertà del 24.11.2003

Mini-compostaggi: idea da sviluppare»
In alternativa al sito di Berlasco

«Difficile però prevedere investimenti per la costruzione di impianti di piccole dimensioni ma dotati di tutti gli accorgimenti per eliminare i cattivi odori»

Sarmato - Viene definita «interessante» la proposta avanzata nei giorni scorsi dall'associazione “Sarmato viva” riguardante piccoli impianti di compostaggio dislocati sull'intero territorio provinciale, al posto dell'unico impianto attualmente previsto dal piano provinciale dei rifiuti in zona Berlasco, al confine con Borgonovo. Ad esprimere il parere in proposito è il circolo Legambiente di Piacenza che in un comunicato fa una serie di considerazioni riguardanti il trattamento dei rifiuti.
Il circolo piacentino, se da un lato giudica interessante la proposta, dall'altro non nega gli ostacoli pratici legati alla difficoltà di previsione di investimenti per la costruzione di impianti di piccole dimensioni che siano al tempo stesso dotati di tutti gli accorgimenti tecnici in grado di eliminare gli inconvenienti legati ad un impianto di compostaggio, come le esalazioni maleodoranti. Legambiente si sofferma anche su quello che a suo dire dovrebbe essere il perno dell'azione del piano provinciale (che dovrà portare entro il 2005 ad una riduzione dei rifiuti del 5% ed al 50% di raccolta differenziata), ovvero la riduzione del quantitativo dei rifiuti prodotti e una raccolta differenziata che sia in grado di sottrarre allo smaltimento la maggior quantità possibile di materiali.
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Altro aspetto preso in considerazione: la raccolta del cosidetto “umido” sia attraverso il compostaggio domestico o tramite l'invio in impianti appositi. Su questo punto Legambiente lancia un dubbio non chiarito dal piano provinciale: «Se il materiale compostato proviene da prodotto organico di cucina o sfalcio di erba non esiste problema per la salute dei cittadini… Diverso è se a questo materiale si aggiungono residui industriali che, in quanto tali, dovrebbero essere trattati in modo separato. Il materiale organico di prima provenienza dovrebbe essere attorno a 30 40 mila tonnellate, come mai l'impianto previsto a Sarmato è di 90 mila?».
Ancora Legambiente non condivide la scelta di Sarmato, già oggetto di forti tensioni in fatto di tematiche ambientali, come sede dell'impianto di compostaggio per l'intera provincia e chiede quali valutazioni sono state fatte e quali possibilità alternative siano state messe in campo. Il circolo di Piacenza auspica infine un percorso partecipato in cui vi sia spazio per le opinioni di tutti ed in cui al centro venga sempre messa la salute dei cittadini.