Mercoled’ 29 ottobre 2003 _______________________________________ LODI___________________________IL GIORNO

LEGAMBIENTE / II presidente regionale dice no al nuovo impianto di Turano

«La centrale ci ammorba»

di Laura De Benedetti

LODI — «Quanto inquina la

centrale che la società Energia

e la Regione si propongono

di insediare a Turano? Come

mai l'Endesa, proprietària

di Tavazzano, ha subito

proposto una nuova centrale

analoga?». Sono i quesiti

che si pone e a cui cerca di

dare una riposta Andrea Poggio,

lodigiano, presidente regionale

di Legambiente, invitando

poi il territorio a mobilitarsi

per difendersi dalle

centrali. Impianti da 800 megawatt

di potenza consumano

circa 850 milioni di metricubi

di metano, emettendo

di conseguenza, in un anno,

anidride carbonica (responsabile

dell'effetto serra e dunque

dei nubrifagi) per 1 milione

e 700mila tonnellate,

ossidi d'azoto per 1.500 tonnellate,

metano per 200 tonnellate,

altri idrocarburi leggeri

per 100 tonnellate e polveri

sottili (il Pm 10 responsabile

del blocco del traffico

perché cancerogeno) per circa

300 tonnellate.

«Quest'ultimo dato - stima

Poggio - è corrispondente alle

emissioni annue di 200 mila

automobili, superando di

molto il livello di polveri generato

da tutti i trasporti nella

provincia di Lodi, autostrada

compresa. Ma i nuovi inquinanti,

come dimostrano i

blocchi del traffico per le polveri,

sono diffusi e persistenti

in tutta la pianura: a Lodi

respiriamo ormai le stesse sostanze

di Milano, Tavazzano,

Pavia, dove sono in costruzione

centrali per 1.400

megawatt, Cremona, dove

l'Aem vuole costruirne una

da 400».

Stesso paragone per il biossido

d'azoto, dove i danni si

moltiplicherebbero su vasta

area per la presenza di più

centrali: «Arpa e Regione,

su nostro sollecito a proposito

delle 3 nuove centrali richieste

nel Pavese - afferma

l'ambientalista -, ha stimato

un aumento del 30% delle

emissioni complessive di

biossido d'azoto. Se ciò non

produce superamento dei limiti

di legge, l'elevata concentrazione

di questa sostanza,

complici le giornate di sole,

genera ozono, creando effetti

dannosi per l'uomo e la

vegetazione (mancati raccolti

di cereali e perdita di qualità

di ortaggi e frutta). I cittadini

e gli agricoltori del lodigiano,

del pavese, del piacentino,

del cremonese, del bresciano

e del milanese dovrebbero

coalizzarsi per difendersi

dalle nuove centrali»,

Oggi, specie dopo il black

out, si pensa che siano necessarie

nuove centrali. Legambiente

invece, a fronte

dei 12.400 megawatt già autorizzati

dal Ministero e mai

divenuti centrali, insinua

che esista un mercato elettrico

fasullo di compravendita

delle autorizzazioni. «Non

ci sono serie valutazioni - dice

Poggio - degli effetti ambientali.

Tutti sperano nell'

autorizzazione che, anche

senza costruire l'impianto,

ha un suo valore».

Nota:

Ma come sono schizzinosi i lodigiani!

Cosa dovremmo dire noi della Val Tidone che di centrali ne abbiamo solo il doppio?

Si capisce che noi siamo più robusti! Evviva, cosa sono:

1. 3 milioni e 400 mila ton. di anidride carbonica

2. 3.000 ton. di ossidi di azoto

3. 400 ton. di metano

4. 200 ton. di idrocarburi leggeri

5. 600 ton. di PM10 (polveri sottili)

6. che si aggiungono a quelle di 100.000 macchine giornaliere sulle nostre strade

· alle nostre vasche di depurazione

· al compostaggio di fanghi industriali e civili

· alla discarica di inerti

· al prelievo di sabbia, ghiaia ed argilla?