Agricoltura, paesaggio ed ambiente

del prof. Ermes Frazzi

coordinatore della laurea triennale su

"Scienze per l’ambiente e il territorio"

della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica di Piacenza

Incontro con l'autore promosso dal comitato "Sarmato, Ambiente e Sviluppo"" per venerdì 5 Dicembre

alle ore 21 nella sala consigliare comunale di Sarmato

 

Da Libertà del 7 dicembre 2003

SARMATO (p.pin.) Promuovere le potenzialità turistiche, produttive ed economiche dell'agricoltura nel rispetto dell'ambiente. Questo il tema al centro dell'incontro organizzato dalla neocostituita associazione “Sarmato, ambiente - sviluppo” nella sala consiliare del Comune. Relatore il docente della facoltà di Agraria della Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Ermes Frazzi. Il professore era già stato ospite in paese lo scorso anno, e durante la conferenza è tornato su temi già noti al pubblico in sala, che non ha mancato comunque di dimostrare interesse. In particolare i ragazzi più giovani hanno letteralmente “interrogato” il professore con numerose domande alla fine della conferenza. «Le aziende agrarie italiane devono diventare centri di cultura - ha esordito Frazzi - tornando alle produzioni tipiche per vincere la concorrenza sui mercati». Ma non solo: agricoltura significa anche «turismo, attività creative, didattiche, da promuovere insieme a giovani preparati su questi temi». Quindi sì alle produzioni tipiche, ponendo però un freno. «In questi giorni è stata accolta molto favorevolmente la notizia dell'allargamento del mercato del prosciutto di Parma fino al Giappone. Notizia che dovrebbe essere presa con cautela», ha detto. «Gli allevamenti suinicoli sono infatti tra i più inquinanti, visto la grandissima produzione di liquami». «Il prosciutto di Parma, come altri prodotti tipici devono restare prodotti del territorio, non industriali, e sottostare a regole precise». Per evitare situazioni insostenibili in cui è l'agricoltura ad essere a servizio dell'allevamento. «Questo non significa ritornare agli anni cinquanta - ha precisato - ma adottare strategie di produzione seguendo criteri di equilibrio e di rispetto dell'ambiente».