RACC.
SITUAZIONE AMBIENTALE E SANITARIA DI SARMATO L’Associazione "Sarmato, Ambiente – Sviluppo", portatrice di pubblici interessi quali la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, al fine di rendere effettiva la partecipazione degli abitanti all’attività dell’Amministrazione Comunale e Provinciale per garanzia di trasparenza e di validità, riguardo l’insediamento di nuove attività produttive o la trasformazione di altre esistenti aventi un elevato impatto ambientale, come l’ipotizzata porcilaia in località Scottine, o l’impianto di compostaggio ed altre C H I E D E che si sospendano le procedure summenzionate sino a che non siano svolte indagini più specifiche ed approfondite in grado di fornire la valutazione globale del livello di inquinamento del territorio ed i possibili rischi per la salute, in modo da ottenere un giudizio ambientale e sanitario esaustivo sul territorio del comune di Sarmato e comuni limitrofi. La richiesta è motivata dalle conclusioni dello studio dell’Università di Parma (Prof. Viaroli) sull’impronta ecologica (pag. 105) dove, nel novembre 2001 veniva evidenziato "…l’impronta ecologica non tiene conto dell’inquinamento, del degrado territoriale, dei rischi per la salute, dei consumi e della qualità della risorsa idrica e di molti altri aspetti rilevanti dal punto di vista ambientale, al fine di esprimere un giudizio ambientale esaustivo sul comune di Sarmato sarebbe necessario intraprendere analisi più specifiche ed approfondite…." Analisi ed indagini mai attuate e la cui attuazione garantirebbe nei fatti l’utilizzo del criterio di "precauzione" per la tutela dell’ambiente e della salute. Oppure dalla relazione di A.R.P.A. - Studio ambientale su Sarmato a pag. 95: "Matrice aria: Ulteriori valutazioni potranno essere effettuate una volta noti ulteriori dati, in particolare sul traffico veicolare presente sull’autostrada A21 PC - TO, nonché sul quantitativo e tipo di combustibili utilizzati per il riscaldamento domestico". Ancora a pag. 99 della stessa relazione: "Si ritiene in ogni caso utile, fin da ora che la Ditta (Cons. Sarmato Energia) valuti la possibilità tecnica di adottare sistemi di trattamento delle acque di raffreddamento alternative alla clorazione…." La presente è inviata per la tutela dei diritti delle persone e dell’ambiente calpestati dall’omissione di attività di analisi previste dagli stessi enti chiamati dal Comune di Sarmato alla verifica della situazione ambientale e sanitaria già definita "critica" da A.R.P.A., dai Prof.ri Zecca e Spini dell’Università di Pavia, da A.S.L., dal Prof. Viaroli dell’Università di Parma. Ricordiamo inoltre che il Prof. Frazzi dell’Università Cattolica di Piacenza più volte, a seguito di studi sulle coltivazioni agricole del basso piacentino, ha rilevato la necessità inderogabile di cambiare indirizzi colturali e produttivi per la tutela delle falde acquifere già gravemente compromesse dai nitrati nell’area a nord della S.S. n. 10 da Piacenza a Castelsangiovanni. Una "criticità" che resta anche dopo la chiusura dello Zuccherificio in considerazione dell’elevato aumento produttivo consentito alle due centrali termoelettriche senza alcun studio ambientale e sanitario in merito. Confidiamo che le Autorità interessate accolgano l’invito a completare gli studi che sono stati ritenuti necessari dagli enti di controllo chiamati dallo stesso Comune di Sarmato per avere un quadro chiaro della situazione ambientale e sanitaria conseguente all’impatto degli impianti industriali esistenti sul territorio ed alle strutture di servizio pubblico, come: In attesa porgiamo distinti saluti.
Al Sindaco del Comune di Sarmato All’Assessore all’ambiente del Comune di Sarmato Al Sindaco del Comune di Castelsangiovanni Al Sindaco del Comune di Rottofreno Al Sindaco del Comune di Borgonovo V.T. Al Presidente della Provincia di Piacenza All’Assessore all’ambiente della provincia di Piacenza Al Sig. Prefetto della provincia di Piacenza Al Direttore A.S.L. della Provincia di Piacenza
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