Le risorse sarmatesi

Da dove vengono i problemi di Sarmato? lo disse nello scorso febbraio il Presidente provinciale Dario Squeri: "Sarmato è un paese 'povero', quindi deve chiedere aiuti finanziari per sopravvivere, con una evidente subalternità politica da cui deriva la sua struttura economica e politica".

Paese povero anche se individualmente siamo ricchi; infatti abbiamo ben due agenzie bancarie in paese, oltre all'ufficio postale. Ma queste sono risorse 'individuali' e non pubbliche, e guai a chi ce le tocca, ci mancherebbe! Ma senza lo zuccherificio e con l'Enel più che dimezzata sono dolori per tutti e le conseguenze sono evidenti a tutti: il paese 'si spopola e si spappola' con una velocità impressionante attutita solo dall'arrivo di una folla di terzomondiali. Senza di essi ci sarebbe il deserto a scuola come altrove.

Eppure abbiamo altre risorse che non valutiamo appieno, nonostante i frutti costruiti nel tempo siano lì a testimoniarlo e ad invitarci ad utilizzarle. Sono il frutto non di leggi o regolamenti, ma di una "cultura del personalismo", di "responsabilità sociale personale", di "comportamenti" virtuosi che in tempi non sospetti, anche per difendersi dai marcati 'ideologismi' pre, durante e post ventennio, hanno guidato la popolazione sarmatese a costruirsi opere e servizi necessari per il proprio sviluppo. Opere che nessun regime di qualsiasi tipo avrebbe saputo diversamente costruire come ben si capisce ora che le "risorse politiche" sono finite e quelle economiche non sono mai state create dal potere dominante, fascista prima, comunista dopo. E' un giusto omaggio a chi le ha create queste "RISORSE" che ancora oggi 'fruttano' al servizio del paese e non solo di una minoranza:

  • Nel 1912 l'asilo infantile 'Umberto I°' poi scuola materna
  • Negli anni '30 l'oratorio parrocchiale
  • Negli anni '50 il campo sportivo parrocchiale
  • A fine anni '50 la casa pensionato dinnanzi a San Rocco
  • Negli anni '60 la ricostruzione della chiesa parrocchiale
  • Negli anni '90 il restauro della casa canonica parrocchiale
  • Ancora negli anni '90 il restauro dell'Oratorio della Maddona di Caravaggio e la sede-struttura del Gruppo Alpini vicino all'oratorio

E questo per dire solo delle opere più importanti tuttora esistenti per non parlare di altre attività o servizi svolte in modo del tutto volontario e gratuito e senza bisogno di alcun album d'isrizione e senza che il "pubblico" organizzasse o finanziasse se non in minima parte.

Che dire? Che forse la risorsa vera è la volontà di comportamenti idonei ad uscire dalla subalternità politica ed ideologica per incamminarsi sulla strada del vero "personalismo" e della vera "sussidiarietà" senza aspettare alcuna chimera politica.