Venerdì
31 OTTOBRE 2003 • 21
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SAN
NICOLO' -I cittadini della zona Rivatrebbia so- no sempre più
agguerriti: non vogliono il nuovo im- pianto di vagliatura inerti in programma fra il Trebbia e l'abitato. Per
contrastar- ne la realizzazione hanno raccolto circa 400 firme. «Le abbiamo spedite a varie autorità - spiegano -, quali Comune di Rottofreno,
ca- pigruppo consiliari. Provin- cia, Prefettura, Questura e Arpa».
Un comitato ufficiale non esiste ancora. Pertanto nessuno accetta di
rilascia- re le generalità in qualità di referente. Ma il clima è caldo e gli interventi non mancano. «A noi - dicono - non interessa sapere
quale Giunta ha autorizzato la costruzione dell'impianto,. ne di quale ditta sia. Ci tro- viamo solo stretti
fra la morsa di due storici
cantie- ri per inerti, uno verso il ponte del Trebbia e l'altro alla Noce, con la prospetti- va di vedercene appioppare |
un terzo a un centinaio di metri dalle case. E a 500 metri dal centro di San Ni- colo. Temiamo i fumi, il ru- more e le polveri».
I lavori di costruzione erano stati bloccati in
mag- gio (ce ne eravamo occupa- ti all'epoca) e i dirigenti della ditta interessata, la Cis, avevano accordato la piena disponibilità ad at- tendere tutti i pareri neces- sari per consentire al co- mune di Rottofreno di
valu- tare il progetto relativo all'impianto (parere dell'Ar- pa e Valutazione di
impatto ambientale). Avevano inol- tre ribadito, pur
compren- dendo la voglia di informa- zioni e certezze dei cittadi- ni,
che
ogni
controllo effettuato dagli enti prepo- sti (Arpa e ASL) aveva ri- scontrato "ogni
cosa in re- gola". E ribadito che la struttura della Noce esiste dai primi anni Cinquanta, "dopo sono arrivate le abi- tazioni".
Comunque il Comune, già alcuni anni fa, aveva |
imposto di spostare
alcuni impianti più a valle per li- mitare i disagi al paese, or- mai cresciuto ben oltre la storica sede Cis di via Agazzano. E aveva obbliga- to l'azienda, ad adottare una serie di
accorgimenti per mitigare gli effetti della lavorazione degli inerti. Proprio uno degli accorgi- menti per ridurre l'impatto ambientale, ha aumentato la preoccupazione dei fir- matari della recente peti- zione. «Circa dieci giorni fa - dicono -, nella
zona dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto è spuntata una lunga fila di alberelli. Pen- siamo sia una barriera na- turale,
presupposto di ini- zio lavori. Ma nessuno ha ancora rassicurato
noi cit- tadini circa la regolarità della distanza
dalle case e la qualità delle
emissioni che dovremo
subire. Ci op- porremo dunque all'inse- diamento
industriale avva- lendoci di tutti i
mezzi pos- sibili». Angela Zeppi |