Sarmato è un "bel paese"

(il "valore politico" della partecipazione)

Ha perfettamente ragione il sindaco di Sarmato, sig.a Anna Tanzi, ad affermare che il paese è bello ed il merito è dei sarmatesi. Di tutti i sarmatesi compreso quelli non propriamente DOC come lei.
La “bellezza” di un paese, infatti, non è solo un fatto di classe o di eleganza o di intrinseca piacevolezza, ma è qualcosa di più profondo e, nel contempo, di più semplice.
Ma come, dice la nuova minoranza ex maggioranza: fino a ieri dicevi il contrario, forse tu hai fatto miracoli in dodici mesi?
Certamente no; il paese fisico, geografico, le costruzioni, la viabilità, i servizi sono quello che più o meno erano prima, ma! Il clima è diverso perché è stato sfatato un mito: quello del potere perpetuo della sinistra anche in un regime democratico.
Un anno fa nessuno credeva al sorpasso, ed ancora oggi ci se ne chiede i motivi.

Dunque è difficile ascrivere a merito di qualcuno questa vittoria del centro destra se non a fattori che precedono le elezioni e che hanno profondamente modificato negli ultimi lustri il paese con un profondo ricambio della popolazione nostrana. Un fatto decisivo, inoltre, lo ha giocato indirettamente l'esplosione di un movimento di carattere ambientale e salutista che ha avuto il coraggio di opporsi “all'autorità” costituita dal Comune e dal Sindaco “dei nostri”. Dopo anni e decenni nei quali la minoranza, DC prima, e Forza Italia – MSI – PSI poi, si era arrabattata ad una politica più o meno “contrattuale” di sopravvivenza, qualcuno ha osato contestare le scelte del potere locale prendendo in contropiede la minoranza stessa.

Contro questa nuova ed inedita “opposizione culturale” si tentarono tutte le strade per farla “zittire”, compresa quella della calunnia e della diffamazione mascherate da azioni giudiziarie finite nel nulla, con pressioni intimidatorie e vessazioni, spendendo i soldi dei cittadini per la difesa privata e personale. Ma bisognava colpire qualcuno senza mostrare la mano che lanciava il sasso. I soldi, però, erano dei sarmatesi, non degli amministratori! Ed i sarmatesi hanno, perciò, diritto di sapere.

Ecco perché è merito dei sarmatesi se il paese oggi è bello; e perché nuovamente richiediamo a garanzia di tutti, quei regolamenti attuativi dello statuto comunale sulla partecipazione che non pare si vogliano fare. Forse per non riconoscere il valore “politico” della partecipazione popolare a parole tanto osannata?
Sarmato, 28 giugno 2010

Alberto Gemelli e Sesto Marazzi
Associazione “Sarmato, Ambiente – Sviluppo”
albgemel@tin.it