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in campagna e di origini contadine, quindi certi odori né ci
stupiscono né ci preoccupano più di tanto, tanto sono
occasionali e passeggeri.
Ma altri no; non sono né occasionali né passeggeri e,
forse, programmati ancorché variabili nella direzione secondo
il vento. Mercoledì sera, alle 22,30, si avvertivano anche
a Castelsangiovanni, ma questa mattina, 22 luglio, alle ore 7,00 in
zona PEEP di Sarmato è il colmo. E se non li senti qui li avverti
a nord del paese e quasi sempre a sud. Mi dicono ora anche a Borgonovo.
Secondo le istruzioni, per facilitare il monitoraggio degli organi
competenti, è necessario chiamare il 118 che poi ti trasferisce
all'A.R.P.A. Competente dopo lunghe attese. Poi magari, come stamane,
dopo aver illustrato ampiamente il caso all'operatore di turno, scopri
che è l'addetto ad altro servizio (non poteva dirlo prima?)
al quale, esausti, lasci l'incarico di avvertire i responsabili.
Sarà stato fatto? A me sembra una bella presa per i fondelli,
ma non per me, bensì per i cittadini e per i loro rappresentanti
istituzionali, anche per coloro che tali nauseabondi odori non li
sentono mai benché abitino a 100 metri da casa mia.
C'è da preoccuparsi? Per la salute nessuno sa dare una risposta
“certa”, dunque?
Ciò che ora sembra certo, è che anche il più
perfetto degli impianti di tale tipo darà sempre problemi di
odore. Vuoi per necessità di manutenzione, vuoi per i costi
della moderna tecnologia che poco si conciliano con le necessità
dell'economia imprenditoriale.
L'unico modo per riparare, forse, sarebbe incrementare la lavorazione
dell'impianto, cioè produrre più rifiuti da lavorare;
il che, inoltre, porterebbe maggiori introiti anche alle casse comunali.
Mica male come soluzione, vero?
A dispetto delle promesse, infatti, pare che per il momento siamo
ben lontani dall'esaurimento delle potenzialità impiantistiche
con i soli rifiuti piacentini che, forse, sono trattati altrove. Ma
allora?
Mi sembra doveroso, a questo punto, rivolgere una domanda ai vecchi
amministratori di sinistra: voi non le sentite veramente le puzze
o accettate supinamente lo status quo per non contraddire le vostre
passate promesse?
Naturalmente queste sono elucubrazioni mentali estive di quei quattro
pseudo ambientalisti che non sono mai soddisfatti ed hanno anche qualche
vezzo esibizionista.
Pure questo è vero, come vero è che senza di essi oggi
avremmo ancora il vecchio compostaggio all'aperto che non creava alcun
problema, nemmeno di odori. Salvo poi scoprire il contrario quando
venne chiuso lo zuccherificio! La domanda ai cittadini si pone: è
giusto, utile e necessario accettare sul proprio territorio lavorazioni
“rischiose” (ricordiamo l'elevatissimo carico locale di NOx che male
si combina con tali impianti) solo perché la casse comunali
piangono? Non è lo stesso motivo della chiusura del passaggio
a livello?
Forse sarebbe ora ed utile riflettere per l'oggi e per il domani sulla
qualità e quantità di ”risorse” di cui il paese ha bisogno
realmente e di come ottenerle senza svendere i diritti delle persone
e del territorio come finora è stato fatto. Con la compiacenza
di destra e sinistra!
Alberto
Gemelli
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