Chi
lo vuole "sfoltire", chi non lo vuole toccare, chi lo vuole
allungare, chi vuole la pista ciclo-pedonale, chi vuole i parcheggi
e chi vuole le statue. Il viale in questione era nato come semplice strada di accesso al santuario ed alla grotta di San Rocco, poi via via ha assunto caratteri ben diversi, diventando una strada indispensabile nel tessuto urbano per diversi motivi. Immediato il collegamento con la sottostante via Po, prima; poi la costruzione di alcune abitazioni sul lato sinistro ed il contemporaneo allestimento del campo sportivo parrocchiale sul lato destro. Infine l'allestimento nel cortile dell'oratorio della sede degli alpini e delle strutture ricreative che insieme hanno una nuova funzione sociale per tutto l'anno. Tutto questo può essere dimenticato o fatto passare in silenzio? Sono sufficienti 4 panchine e tre spazi di parcheggio per soddisfare le necessità dell'area in questione? Ed inoltre l'opportunità rappresentata dal collegamento con Strada Po non suggerisce l'idea di una adiacente pedonalizzazione sfruttando il lato sinistro del campo con una nuova sistemazione dei servizi sportivi? E l'opportunità di un recupero a servizio Caritas della casa ex ricovero innanzi San Rocco? “Sarmato,
Ambiente – Sviluppo” |