Da "Libertà"

Giovedì 22 Maggio 2003

«Sarmato, troppi carichi ambientali da sostenere»

Dibattito sulla situazione in paese. Il centro di compostaggio verrà trasferito in località Berlasco

Scarica il file del rinnovo dell'autorizzazione provinciale al compostaggio fino al 31.12.2004 ed il relativo parere dell'A.R.P.A. che segnala i rischi igienico - sanitari sempre negati dalle nostre amministrazioni.

Sarmato - La situazione ambientale di Sarmato è stata al centro di una partecipata riunione promossa dal comitato “Sarmato Viva” cui hanno partecipato il sindaco Mauro Torreggiani, i consiglieri comunali Filippo Braghieri, Buzzi, Gallinari, Cignatta, Caroleo e provinciali Maccagni e Siboni. Alcuni rappresentanti del comitato hanno evidenziato come nel territorio sono presenti due centrali per una produzione totale di 1600 megawatt, due arterie stradali da 40mila veicoli al giorno e «un impianto di compostaggio maleodorante», «cave e discariche vecchie e nuove», «suoli carichi di nickel e acque cariche di nitrati con 5 pozzi su 10 sopra i livelli massimi ammessi».
Una situazione definita «nel complesso anomala ed eccezionale nel panorama provinciale». «Ma allora perché meravigliarsi - si chiedono - se i sarmatesi si lamentano quando altri paesi (Cadeo, Fiorenzuola, Morfasso) fanno altrettanto per un piccolo impianto termoelettrico? Perché Sarmato deve dare ancora tanto alla provincia quando ha già dato moltissimo ricavandone danni e beffe?» Il comitato sostiene che in 4 anni le amministrazioni pubbliche hanno sempre rifiutato qualsiasi legame tra inquinamento e situazione igienico-sanitaria del paese. «Hanno preteso, prima, di eliminare dalle procedure di verifica gli scienziati scelti dall'intera cittadinanza, i professori Zecca e Spini dell'università di Pavia, preferendo unicamente Arpa ed Ausl; poi si sono dimostrati “inadempienti” rispetto alle risultanze dei controlli fatti». «Come mai - hanno chiesto alcuni esponenti di Sarmato Viva - solo ora si parla di problemi igienico-sanitari causati dall'impianto e finora sempre negati? Perché le prescrizioni dell'autorizzazione del 1996 come le vasche di raccolta acque reflue, nonostante i controlli dell'Arpa, non sono state fatte osservare? Perché il sindaco pretende sempre di scegliere gli interlocutori e gli argomenti più graditi per “dialogare”?» L'efficacia del nuovo piano strutturale comunale non potrà ottenersi prima di due anni e per proteggere il paese dagli effetti negativi di attività esistenti negli

altri comuni sarebbe stato necessario inserire nel Ppgr (piano provinciale gestione rifiuti) una idonea fascia di protezione, come richiesto nelle precedenti assemblee, proposta dal comitato in 12 chilometri, pari all'area dell'impronta ecologica.
Perché il comune non l'ha chiesta?

Un gruppo di lavoro per l'area ex Eridania

Sarmato - Un gruppo di lavoro a Sarmato affiancherà il sindaco nell'esame dei progetti che verranno presentati per il futuro dell'area ex Eridania. Il gruppo, costituito con decreto dal sindaco, è formato da due consiglieri di maggioranza, Gabriele Cignatta e Rino Olivieri, e due di minoranza, Filippo Braghieri e Saverio Caroleo. Il gruppo relazionerà alla giunta, al consiglio e ai cittadini. «Quest'area - spiega Torreggiani - è molto appetibile. Immagino che verranno presentati progetti per un impiego a scopi industriali o artigianali. L'amministrazione vuole riportare in quella zona i posti di lavoro persi con l'Eridania».
Sul centro di compostaggio, afferma Torreggiani, l'amministrazione si è impegnata per la delocalizzazione, accettata sia dal proprietario sia dalla Provincia, «in un sito che noi riteniamo idoneo, in aperta campagna, lontanissimo dalle abitazioni e dal paese».
«L'amministrazione - dice Torreggiani - non si è ma tirata indietro dal confronto con i cittadini. Non ha partecipato a due riunioni precedenti, perché ero stato avvisato con ritardo. Sulle valutazioni igienico ambientali l'amministrazione ha sempre seguito con attenzione tutti gli studi fatti. Non ha ritenuto valido solo il metodo Osha ma ha ritenuto valido anche il metodo seguito dai professori Zecca e Spini.
Li ho invitati per un confronto con i tecnici Arpa, e se loro hanno ritenuto di non parteciparvi la colpa non è certo dell'amministrazione. Sono uscito dall'assemblea dell'altra sera molto soddisfatto: finalmente si è potuto dialogare in serenità».