Da "Libertà"

Domenica 23 MARZO 2003

Sarmato Viva ribadisce l'Sos ambientale e prosegue la petizione per un referendum
«Il paese “saccheggiato” rinascerà con l'agricoltura»

SARMATO Le preoccupazioni di “Sarmato Viva” sul futuro ambientale del paese sono state ribadite l'altra sera in un confronto pubblico convocato, come ha spiegato Sesto Marazzi, per fare presente a cittadini e amministratori locali quello che è stato da lui definito «il grave stato di degrado ambientale esistente ed accertato» da parte di organismi come Arpa e di alcuni docenti universitari. «Non è possibile - ha detto - ipotizzare un futuro sostenibile per il nostro paese senza avere una comune consapevolezza dei danni subiti, dei rischi per la salute connessi all'inquinamento, delle carenze del tessuto imprenditoriale locale sottomesso alle industrie “straniere”». E' stato illustrato un documento dal titolo «Sarmato: paese saccheggiato: si o no?» che presenta le vicende degli ultimi anni ricostruite in base a documenti ufficiali e pubblici. «In epoche successive ma a noi vicine - ha lamentato Marazzi - oltre alle due centrali termoelettriche, che complessivamente producono il 40% dell'energia elettrica regionale (1600 Megawatt) abbiamo avuto due discariche, una terza in programma di piano, un impianto di compostaggio da 90 mila tonnellate annue, quattro cave, una vasta area ex zuccherificio da bonificare, le acque di falda inquinate dai nitrati ai valori massimi della provincia, nickel sul suolo. Ed una “impronta” ecologica superiore di tre volte a quella di Modena o Torino, senza considerare la centrale della Casella». In queste condizioni, per Marazzi, occorre riconsiderare ogni intervento

di programmazione territoriale prima della sua adozione «e non dopo». «Gli amministratori - è stato lamentato - si sono svegliati tardi ed hanno proposto modifiche al piano che non mettono alcun vincolo a tutela del nostro territorio che, oltretutto, soffre dei danni provocati alle acque da pratiche colturali di estesa industrializzazione agricola che ci priva di ogni prodotto tipico e favorisce con la perdita di prati ed alberature l'aumento dei nitrati nelle acque. E ciò non solo a Sarmato». Da parte dei relatori è stata lamentata l'impossibilità di sostenere un eventuale confronto con gli amministratori per l'assenza di rappresentanti del consiglio (salvo Casaroli Giovanni della Lega Nord) pure invitati a presentare le modifiche proposte al Ppgr. Nel successivo dibattito sono intervenuti vari cittadini. In conclusione Marazzi ha confermato l'impegno a proseguire la raccolta di firme per ottenere dall'amministrazione un piano di confronto strategico pubblico ed un referendum consultivo. Verrà inviato a tutte le famiglie il documento illustrato per chiedere di firmare la petizione proposta per il referendum. Si chiede poi che venga discussa con la facoltà di agraria dell'Università Cattolica la possibilità di realizzare progetti concreti di valorizzazione dell'ambiente agricolo per Sarmato e dintorni. p.p.