SARMATO VIVA invita politici e cittadini a confronto pubblico
sul nuovo PPGR che, vedi mappe e volantino diffuso, assegna a
Sarmato un ruolo preminente nel trattamento dei rifiuti
provinciali.
Si
dice sempre che occorre "pianificare" gli interventi
urbanistici, coordinarli territorialmente con il
"consenso" delle popolazioni che hanno partecipato,
tramite Agenda 21, alla stesura del piano che per dieci anni
regolamenterà la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella
nostra provincia.
Preso
atto delle previsioni che parlano di una raccolta di 150.000 ton.
annue di rifiuti e dell'obiettivo di raggiungere il 50% di
raccolta differenziata (oggi il 27%), ci si chiede se, per caso,
questi dati non siano fatti a tavolino per dimostrare che non è
necessaria alcuna nuova discarica o impianto di trattamento e
riciclaggio rifiuti. Perchè anche il presidente di TESA li ha
contestati e richiesto espressamente una discarica almeno per le
scorie dell'inceneritore di Piacenza.
Ma
ciò che è obbrobrioso è che si penalizzi unicamente un
territorio, il nostro, già gravato da anni da un carico
insopportabile di miasmi, puzze, rifiuti urbani, civili ed
industriali, da compostare e non. Che sia già stato ampiamente
provato da un'abbondante documentazione fornita proprio dagli enti
preposti e "desiderati" da Comune e Provincia
l'inquinamento di terra, acqua ed aria, che sia stato decretato il
declassamento di fertili terreni agricoli e si continui con lo
svilimento culturale ed economico dell'intero paese.
A
nulla servono le operazioni di "maquillage" strumentale
e costoso per mascherare la realtà che supera ogni più
pessimistica fantasia. Non solo abbiamo aumentato l'inquinamento,
ma abbiamo perso, seppure per via della globalizzazione, una delle
principali risorse lavorative senza che sia stato approntato un
piano alternativo. Però si parla di "aree da
bonificare" non si sa bene perché o per quale fine.
La
dimostrazione, se qualcuno avesse dei dubbi, viene fornita dalla
stessa amministrazione comunale che l'ha ampiamente fornita con il
bollettino informativo comunale "Sarmato Informa": le
osservazioni fatte al piano dovevano "evitare a Sarmato
ULTERIORI COMPROMISSIONI del territorio a seguito delle
'criticità' accertate".
Le
osservazioni non sono state accolte, quindi avremo certamente le "ULTERIORI
COMPROMISSIONI" temute con gravi conseguenze per
il territorio, per l'ambiente in generale, per la salute in
particolare. Perché è chiaro e dimostrato ampiamente che
l'inquinamento danneggia la salute. Abbiamo perso una fabbrica con
100 posti di lavoro, abbiamo un territorio "da
bonificare", ma continuiamo a riservarlo per usi inquinanti.
Perciò ci troviamo sin d'ora davanti ad un bivio secco, ad una
alternativa senza compromessi tra RIFIUTI e LAVORO.
Piacenza
punta sullo sviluppo dell'asse Piacenza - Castelsangiovanni con
attività industriali e del terziario (logistica, trasporti,
magazzini, ecc.) con indubbia crescita di effetti indesiderati.
Dobbiamo rinunciarvi perché dobbiamo accettare lo stoccaggio e
trattamento di rifiuti? Perché sia chiaro: il piano serve alla
possibile localizzazione di qualsiasi attività di tale genere che
qualsiasi impresa voglia domani intraprendere, per la quale non
troverà alcun ostacolo legale, burocratico e politico. Se il
piano viene approvato così, nessuno potrà opporsi ad eventuali
richieste, anche tra 9 anni.
Allora?
Dovremo scegliere tra RIFIUTI ed IMPRESE? Ma quale
impresa si stabilirà mai a Sarmato accanto a montagne di rifiuti
come abbiamo ancora oggi?
Il silenzio degli amministratori, ad
eccezione dei consiglieri comunali di Lega e di Alleanza
Nazionale, è preoccupante; la loro assenza dal confronto ancora
peggio: inquietante!
Allora sono i cittadini
preoccupati a muoversi, ed in fretta. Non per denunciare o
denigrare le persone o le imprese, ma per pretendere da chi è
preposto alla garanzia dei nostri diritti primari la soddisfazione
di una esigenza inderogabile. Ciò devono fare gli amministratori
comunali insieme ai cittadini e non contro di loro come qualcuno
ha voluto che fosse per difendere ciò che non era difendibile.