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La provincia ha partorito un nuovo esempio di rispetto delle proprie determinazioni. Nel 1996 aveva autorizzato l'impianto, con successivi aggiornamenti nella tipologia e nelle quantità da lavorare, imponendo delle "prescrizioni" molto precise a garanzia della tutela dell'ambiente e della salute. Quante di esse sono state rispettate? E come? Lo dice l'A.R.P.A. nel parere allegato. La tipologia dei fanghi utilizzati, del compost prodotto, la raccolta e lo smaltimento delle acque, le analisi ed i certificati di provenienza dei materiali, i problemi "igienico - sanitari" connessi. Prima non si volevano altri controllo che quelli dell'A.R.P.A., o della A.S.L., o del prof. Viaroli dell'università di Parma. Ora i pareri ci sono, ma chi li legge? La Provincia? L'amministrazione comunale di Sarmato? Anche i termini fissati nella nuova autorizzazione sono scaduti abbondantemente, ma che cosa è stato fatto? A chi chiede ai cittadini rispetto e collaborazione si può e si deve chiedere quanto meno il rispetto della legalità O forse le "autorità" ne sono esenti? |