Discarica e compostaggio

Ganaghello e Sarmato

Riceviamo da un visitatore un resoconto dell'assemblea pubblica tenutasi a C.S.Giovanni mercoledì 28/11/2001:

Resoconto dell'assemblea pubblica tenutasi al centro culturale di C.S.Giovanni mercoledì 28/11/2001.
Natali  (di Legambiente) afferma  che Tesa, nella persona di Girometta, giustifica la necessità di nuove discariche perchè Modena nega di accogliere  il tale e quale.
La Giunta e il Consiglio devono stilare ancora il piano dei rifiuti, è giunta l'ora  di decidere autonomamente. Innanzitutto occorre sapere quanti rifiuti si producono, infatti se noi lo chiedessimo al sindaco del nostro comune non lo saprebbe e  ci indirizzerebbe all'ufficio tecnico i cui componenti non saprebbero neppure loro dare una risposta. Solo Tesa (Borgoforte) conosce la quantità dei rifiuti,. alla Provincia fatto assai più grave manca il catasto dei rifiuti.
 Il prezzo di smaltimento è di  circa L. 400 al kg.,  un po' troppo alto perché se di servizio pubblico si parla, il prezzo dovrebbe essere limitato solo ai costi del servizio affinchè lo si possa definire veramente "politico". Gli amministratori devono pesare i rifiuti sulla pesa pubblica del loro paese (se c'è) così  conosceranno quanto producono e quanto va in discarica.
Con la raccolta differenziata solo pochi rifiuti raggiungono la discarica, certo i costi di raccolta  "a porta a porta" si alzeranno di poco, si utilizzeranno sacchi trasparenti per un controllo immediato dell'operatore .
Viene citato l'esempio di Caorso, il sindaco ha sottoscritto una convenzione con Tesa, in base alla quale si impegna di fare una raccolta differenziata.
Binelli invece ha sottolineato che ciclicamente il problema dei rifiuti viene sollevato dalla giunta provinciale trovando come unica soluzione la creazione di nuove discariche. Questo perchè?
Sia Binelli che Natali citano Sarmato come esempio di mancata collaborazione tra amministrazione e amministrati.
(Daniela)
Devo dire che l'intervento del sindaco di Arena Po ci ha fatto sognare. Pensi a Sarmato, immagini un giorno alla giunta comunale arrivare un sindaco di un paese lontano che dice:- il compostaggio qui non s'aveva da fare, lo prendiamo noi e lo facciamo  così bello, ma così bello che dai suoi biodepuratori  si libererà in aria un tale profumo di violetta che faremo pagare il biglietto d'entrata per chi lo vuole vedere.- Hai! Che tristezza tornare alla realtà!

Grazie della segnalazione. Ed aggiungo che

A detta di Binelli il problema del compostaggio non può essere risolto da un unico centro provinciale, per di più dislocato in un area a forte concentrazione di componenti che, uniti alle ammine, formano composti cancerogeni. Occorre anche qui passare ad un decentramento di piccole unità produttrici di compost. Cioè occorre cambiare il "criterio guida" delle scelte provinciali finora identificato nell'interesse economico della Provincia e dei produttori.