FATICHE DI SISIFO?

  In un recente articolo su Libertà il Sindaco e la Giunta comunale di Sarmato accusano i cittadini amministrati di non saper comprendere il valore del loro lavoro per il bene del paese: " Ormai è chiaro: Sarmato Viva, o qualcuno dei suoi componenti, non intende collaborare con l'Amministrazione comunale, in barba ai numerosi (e lunghi) incontri a quattr'occhi con il Sindaco, nei quali alcuni membri dello stesso Comitato hanno sempre dichiarato disponibilità al confronto e alla collaborazione. Dato atto dell'atteggiamento di sfiducia, reso ormai esplicito degli avvenimenti dell'11 marzo scorso, (la visita del sottosegretario Tortoli) interveniamo per ribadire la nostra ferma convinzione: il problema ambientale è per queste persone una questione politica, tanto da ignorare i rapporti con l'Amministrazione Comunale per appoggiarsi esclusivamente ad un gruppo politico ben identificato. Come amministratori non vogliamo che ciò avvenga; non vogliamo che la questione ambientale assuma colori politici, sarebbe prima di tutto a sfavore dei sarmatesi veri protagonisti della vicenda."

Nell'autunno 1998 un volantino di "Sarmato Viva" sosteneva quanto segue:

Ci preoccupano:

... i possibili danni ' 'diretti" alla salute con le malattie, i danni 'indiretti" come l'impoverimento progressivo, fisico ed economico, del territorio con deprezzamento ed espulsione delle attività produttive:

l'abbassamento del livello qualitativo e quantitativo dell'offerta di lavoro;

.... l'incompatibilità di un ambiente fortemente asservito alle discariche ed accessori con attivitecnologicamerte avanzate e ricche di contenuto umano;

.:. l'assoluta dipendenza del paese da potentati culturali ed economici estranei at paese che ne sfruttano le tradizionali attività per fini economici personali; 

... l'accertata incapacità degli organi di controllo pubblici di vigilare sulla qualità e quantità dei rifiuti che vengono ancora oggi inviati, stoccati e lavorati a Sarmato;

.:. la scarsa trasparenza del potere politico che non ha informato il paese e si trincera dietro il paravento della burocrazia e del disinteresse dei cittadini verso la politica da esso stesso causato;

Noi ci domandiamo:

Perché dobbiamo accettare di lavorare sul nostro piccolo territorio quantità enormi di rifiuti altrui i cui residui restano a Sarmato alterandone profondamente l'equilibrio naturale?

Noi siamo consapevoli che mantenere a Sarmato importanti attività di dimensioni ed impatto "NAZIONALI" come ENEL ed ERIDANIA costituisce già un costo solo parzialmente compensato dall'offerta di lavoro non esclusiva per noi. Non possiamo accettare che si pretenda da noi lo smaltimento di rifiuti che nulla hanno o che vedere con l'Eridania. Per la nostra dignità!

  1.  La prima impressione è che i cittadini devono avere un unico interlocutore politico: la maggioranza comunale. Perché mai coloro che non si riconoscono politicamente in essa, non possono attivare i loro legittimi rappresentanti se questo è per il "bene comune"? La "Democrazia" è forse un optional? Ci sono cittadini di serie "A" e di serie "B"?

  2. Quando "Sarmato viva" iniziò la sua attività presentò questo "manifesto" segno evidente di una precisa "cultura" che lega correttamente la problematica ambientale alle "scelte politiche" delle amministrazioni pubbliche;

  3. A quattro anni di distanza quali e quante delle problematiche sollevate da Sarmato viva è stata risolta?

  4. Tali problematiche non hanno "colore politico" ma hanno un fortissimo "valore politico". Perché allora strumentalizzare o, peggio, rifiutare a priori il dialogo con i cittadini quando questi pongono le questioni nel loro naturale e reale ambito?

In tutto questo vi è una sorta di "criminalizzazione della politica" operata da chi la esercita. Dall'altra si vuole soltanto gente che consideri la politica come "cosa sporca" o "cosa da evitare", rinunciando ad esercitare quel diritto/dovere di controllo che, in ultima analisi, facilita l'appropriazione completa di essa proprio da parte di quelle persone di cui si contesta l'operato "politico"

Complimenti a tutti, politici e non. Intanto siamo alle solite: "Verranno svolte altre analisi, per esempio, sulle ammine e per la ricerca di altri inquinanti, come le polveri. Vogliamo che soprattutto sulle ammine il punto di partenza sia chiaro. Per questo sono in corso delle nuove prove sul metodo di rilevazione di questi composti. Noi siamo sicuri che le ammine non ci siano, ma di questo devono esserne convinti tutti".

E' stato detto bene: " E' una questione di fiducia". Ma bisogna averne solo per chi non ha fatto ciò che aveva promesso! Auguri anche a chi ha deciso di fare karakiri delle sue stesse promesse erigendosi a giudice insindacabile non delle azioni politiche ma della "moralità personale".

A.G.