La STORIA dai DOCUMENTI
Parlare di STORIA è un po’ grossa, però non è del tutto fuori luogo se serve per ricordare, per riflettere, per studiare il passato recente con occhi più distaccati dalle contingenze. E, soprattutto, può servire per progettare il nostro futuro senza commettere gli errori del passato.
Non è questa un’analisi o uno studio sistematico di un periodo seppure breve. E’ una raccolta di espressioni reali raccolte dai documenti giornalistici, quindi non facilmente influenzabili. Non ha la pretesa di essere completa ed esaustiva, ma è sicuramente significativa di un clima e di un modo di trattare problemi rilevanti da parte di una piccola comunità. Guardando ai risultati ottenuti è stato sicuramente un modo sbagliato. Servirà?
Naturalmente la storia non finisce qui, anzi, è appena iniziata, anche se NESSUNO può dirsi contento di ciò che è avvenuto finora. Né si può ragionevolmente dire che qualcuno paga più di altri. A pagare è TUTTO SARMATO, benché si fatichi a rendersene conto, ed in modo pesante.
1)Settembre 1998 –
volantino di Sarmato VivaNasce il comitato "Sarmato Viva" che pubblica un volantino con cui segnala i pericoli per la salute derivanti dal processo di occupazione del territorio con impianti di discariche e riciclaggio rifiuti che mettono a rischio le tradizionali attività, comprese quelle industriali ed agroalimentari.
2) 5 Novembre 1998 – Libertà –
Un’aria che fa discutere…si è parlato in Consiglio ComunaleUn’interrogazione consiliare della minoranza segnala odori sgradevoli provenienti dalla nuova centrale Edison. Segnala pure che, seppure con funzionamento discontinuo, la centralina dell’A.R.P.A. ha spesso rilevato percentuali di biossido di zolfo e di azoto molto alte e superiori a quelle nelle zone a maggiore congestione di Piacenza.
3) 26 Gennaio 1999 – Libertà –
Sarmato, vogliono cambiare aria al paeseIl comitato "SARMATO VIVA" invia una lettera a tutti i sarmatesi con cui annuncia la richiesta ad A.R.P.A. ed A.U.S.L. di effettuare indagini sul contesto ambientale e, in particolare, sugli impianti di trattamento dei rifiuti, specie per le rilevanze sanitarie connesse.
4) 19 Febbraio 1999 – Libertà –
Il compostaggio al coperto. "Sparirà la puzza"La ditta titolare del compostaggio e dello smaltimento delle terre Eridania, risponde alle critiche del comitato "SARMATO VIVA", rifiutando ogni addebito.
5) 6 Marzo 1999 – Libertà –
Sarmato, morti di tumore in aumentoUn’assemblea pubblica promossa da "SARMATO VIVA" approva la costituzione del comitato e la raccolta di firme di appoggio alla propria azione. Viene lanciato "l’allarme tumori" spiegato dai due medici locali che hanno rilevato la maggiore percentuale di morti per tali cause sul totale dei decessi rispetto alla provincia di Piacenza.
Si annuncia l’adesione del Comune alla proposta di indagine da affidare ai prof.ri Zecca e Spini dell’Università di Pavia, anziché ad A.R.P.A. ed A.U.S.L. che non l’hanno ritenuta necessaria.
L’assemblea chiede anche che:
-
"Le attività industriali storiche riducano l’impatto ambientale"-
"Lo STOP a tutte le nuove attività gravose per l’ambiente"-
"Si esprimono dubbi sul nuovo compostaggio tecnologico al chiuso"-
"NO allo spandimento di fanghi e liquami in agricoltura"-
"Timori per una nuova discarica provinciale alle Coste".
6) 27 Marzo 1999 Libertà –
Puzza non equivale ad inquinamentoIntervengono i sindacati lamentando che "si parli con toni preoccupati dell’impianto di compostaggio che serve all’Eridania per lo smaltimento dei rifiuti vegetali e dell’impianto di depurazione e trattamento dei fanghi annessi, sempre dell’Eridania" Però "auspicano che il lezzo proveniente dal compostaggio può e deve essere debellato".
Per quanto riguarda i "presunti batteri che diverrebbero micidiali per la salute, non sono state fornite prove" e si richiede al comitato di "porre tutta l’attenzione perché esso non sia strumento nelle mani di chi voglia, per motivi personalistici, abusarne". Ed il Presidente Squeri "Ha dato ogni disponibilità a sostenere in ambito regionale o nazionale ogni linea di finanziamento utilizzabile per miglioramenti tecnologici o ambientali"
7) 9 Aprile 1999 – Libertà – "Disponibili ad incontrare i sindacati dell’Eridania"
"SARMATO VIVA" conferma e precisa che è contrario unicamente alle "nuove attività correlate allo spandimento sui terreni agricoli di fanghi di depurazione, dell’impianto di compostaggio"
Esprime, inoltre, "solidarietà alle RSU dell’Eridania in merito alle preoccupazioni sull’occupazione" ed è "già da ora disponibile ad un incontro per chiarire la questione".
8) 25 Maggio 1999 – Libertà - "NO alle crociate contro l’Eridania",
dai rappresentanti provinciali sindacali, che hanno discusso dei problemi del settore saccarifero. Accusano Sarmato Viva di mettere in pericolo l’Eridania per il trattamento degli scarti di lavorazione. Perciò invitano le RSU di fabbrica "a vigilare sulla qualità dei controlli ed a rapportarsi con le istituzioni e con la popolazione di Sarmato".
Come a dire: "dell’ambiente ce ne occupiamo noi e non Sarmato Viva".
Infatti le elezioni sono in vista e Sarmato Viva non vi partecipa, né direttamente, né indirettamente.
9) Luglio 1999 – Volantino di Sarmato Viva.
"Finalmente si avvia l’indagine dei prof.ri Zecca e Spini dell’Università di Pavia"
"Anche l’aria che respiriamo sembra ben diversa da quella del novembre – dicembre ‘98"
"Stupisce ed amareggia che il sindacato non abbia colto il messaggio lanciato al mondo del lavoro ed alla politica" Si desidera "un paese dove non si lavora per pulire lo sporco degli altri, ma dove si ha il coraggio di spiegare pubblicamente le prospettive concrete di sviluppo e come si intende perseguirle".
10) 24 Dicembre 1999 – Libertà – Andrà avanti l’indagine sui rapporti tra industria e salute
"Dopo la pubblica assemblea del 28/11, nella quale i prof.ri Zecca e Spini hanno esposto i primi dati raccolti, si ipotizza la presenza di sostanze cancerogene nel territorio da parte di alcune realtà produttive"
La minoranza consiliare "Sollecita il Sindaco a dare seguito al più presto all’indagine sul territorio"
Il comitato chiede che "Il Comune si attivi a livello provinciale e presso le autorità competenti affinché sul territorio non vengano più importati rifiuti speciali e si blocchi ogni autorizzazione che comporti un aumento del carico inquinante"
11) 19 Marzo 2000 – Libertà
Consiglio comunale aperto in cui Sarmato Viva propone un documento, firmato anche da alcune associazioni del paese in cui si chiede:
-
rimuovere le attività di spandimento fanghi in agricoltura;-
Impedire lo stoccaggio rifiuti e le escavazioni nel territorio comunale;-
Rifiutare la monetizzazione dei rischi connessi alle concessioni d’uso del territorio;-
Proseguire l’indagine igienico-ambientale;-
Riferire mensilmente sull’attuazione di tali progetti.
Dal pubblico si chiede "un segnale politico dall’amministrazione" ed "un nuovo patto tra politica e cittadini"
12) 20 Maggio 2000 Questione ambiente: sindacati Eridania pronti al confronto
"I rappresentanti sindacali si dicono sconcertati di fronte ai risultati delle ultime assemblee pubbliche, nelle quali i diversi ricercatori (i prof.ri Manzo, Spini e Zecca) e gli enti (ARPA ed AUSL) impegnati nell’indagine ambientale hanno espresso valutazioni differenti sull’effettivo grado di rischio in cui si trova Sarmato e su come eventualmente continuare le ricerche."
"Perché quando si parla d’inquinamento si punta sempre il dito su Eridania, centrale Edison e compostaggio?
13) 24 Agosto 2000 – Libertà – Non appesantite il carico ambientale su Sarmato
La Commissione Provinciale Ambiente ha approvato un O.d.G.: "Nel nuovo Piano Provinciale dei rifiuti dovrà essere rimossa una nuova discarica di seconda cat., prevista dal piano vigente. Si sollecita altresì il riesame della discarica di inerti di Sarmato, nonché del’impianto di compostaggio esistente e dell’attività di spandi,mento di fanghi biologici in agricoltura. Tutto dovrà essere sottoposto allo stesso approfondimento critico già sollecitato per la discarica di categoria B2".
NOVEMBRE 2001 – Assemblea pubblica durante la quale l’A.R.P.A ed il prof. Viaroli dell’Università di Parma presentano i risultati delle loro indagini. L’A.R.P.A. afferma di non aver trovato le famose "ammine alifatiche", suscettibili di formare sostanze cancerogene, ma i prof.ri Zecca e Spini contestano l’affidabilità del metodo adottato.
Le analisi del prof. Viaroli, tramite due tesi di laurea, evidenziano sia l’inquinamento di acqua e suoli che l’abnorme valore dell’impronta ecologica risultata di ben 3 volte superiore a quella di città come Modena e Torino.
Ma per A.R.P.A., comune e provincia ciò non risulta pericoloso per la salute umana.
14) Dicembre 2001 – Assemblea pubblica sulla V.I.A: del compostaggio Maserati.
Viene presentato lo studio di impatto ambientale della ditta Maserati cui seguono interventi ed osservazioni. Viene da più parti, sociali e politiche, espressa la richiesta di sospendere l’esecuzione dell’opera per rispetto del principio di "precauzione" per la contridditorietà dei dati a disposizione.
15) Maggio 2002 – Libertà – Sarmato, ambiente certificato?
Il Comune commissiona un progetto di certificazione ISO 14000 per abbattere l’inquinamento, sulla base "degli studi effettuati da A.R.P.A. e sugli interventi da essa proposti".
16) 15 Maggio 2002 – Libertà – Sarmato nel piano delle bonifiche
Il sen Agogliati, dopo la visita del sottosegretario all’ambiente Tortoli, annuncia che Sarmato sarà inserito nei "siti nazionali da bonificare" e che "verranno stanziati i fondi per la bonifica ambientale". «I risultati - vi si legge - sono stati drammatici: i valori di qualità dell'acqua sono pessimi ed evidenziano una contaminazione generalizzata delle acque, il suolo presenta un'alta concentrazione di metalli (nichel), anche l'aria presenta una quantità di prodotti della combustione industriale superiore alla capacità di smaltimento». Una situazione che, è scritto sempre nel testo dell'ordine del giorno, «danneggia gravemente la salute dei cittadini».
17) 17 Maggio 2002 – Libertà "ERIDANIA, INVESTIMENTI IN RITARDO"
Nel consiglio comunale nel quale "si riassume la situazione dello stabilimento per dar vita ad iniziative di sostegno a favore dei lavoratori dopo l’acquisto dell’Eridania da parte di un gruppo misto di industrie saccarifere e di bieticoltori composto da Finbieticola, Sadam e CO.PRO.BI."
18) 22 Novembre 2002 – Libertà – "Un non senso chiudere l’Eridania" - Parla il Direttore dell'Unione Industriali
«Lo zuccherificio di Sarmato finché è stato dell'Eridania non ha avuto problemi…Conclusione: nelle scelte subentrano anche motivazioni politiche. La chiusura dello zuccherificio di Sarmato è un non senso" ….. «Fino a ieri era una struttura obsoleta, mandava cattivi odori. La campagna ambientalista ha mandato una serie di messaggi che la proprietà ha recepito. Al dunque, dovendo scegliere dove chiudere, hanno optato per Sarmato dove, si saranno detti, "non vogliono lo zuccherificio"». Da più parti in questi giorni si sta levando la richiesta di un tavolo strategico che curi il settore agro-alimentare, che anticipi e prevenga nuove possibili crisi. Che cosa ne pensa? «Che se un tavolo strategico avesse seguito per tempo il caso Sarmato, oggi non ci troveremmo con questo grosso problema. Si sarebbe preso atto del rischio e si sarebbero fatti i passi necessari per studiare con la proprietà modalità per ridurre l'impatto ambientale. Ora è tardi…. ».
19) 22 Novembre 2002 – Carini: "Si al presidio dello stabilimento in attesa del piano di bonifica
"…ogni ulteriore iniziativa della proprietà deve assolutamente essere subordinata alla presentazione del "Piano di Bonifica" dell'intera area, che è di circa 500.000 metri quadrati e sulla quale ci sono problemi all'esterno relativamente al deflusso delle acque di lavorazione e di decantazione dei fanghi oltre che a questioni all'interno dello stabilimento vero e proprio dove potrebbero ancora presenze di amianto».
20) Libertà del 26/11/02 Al capezzale dell’Eridania
Un sindacalista: "la "bonifica del territorio"? Sembra di assistere ai primi litigi fra gli eredi sulla proprietà quando il defunto è ancora "caldo"; nel caso specifico si comincia a ragionare della "proprietà" quando il malato, grave, non è ancora deceduto. Ormai è chiaro: lo stabilimento è stato "venduto" da tanto tempo.
Ma prima non bisognava creare allarmismi perché non c’erano pericoli per la salute, poi, in campagna elettorale, si promettevano finanziamenti mai giunti, infine alcuni si arrogavano il diritto di tutelare l’ambiente da soli.