| «L'ex Scottine sarà destinata a un
allevamento zootecnico - spiega il presidente della Camera di commercio
(di Lodi) - per la selezione genetica e il miglioramento della specie
dei suini. L'obiettivo è crescere maiali di ottima qualità, che
garantiscano carni magre e appetitose». Nel giro di un anno saranno
compiuti i lavori di sistemazione dei capannoni, disabitati da almeno
due anni, e di ripristino, anche dei terreni, 105 ettari in tutto.
L'azienda, probabilmente, riuscirà anche ad ospitare delle abitazioni
per il personale e gli uffici amministrativi. L'x Scottine offrirà
lavoro a dieci persone, tra addetti all'allevamento zootecnico e
agricoli. «La vicinanza geografica con il mangimificio, dove gli operai
lavorano 24 ore al giorno - continua l'imprenditore - consentirà
l'attivazione di sinergie lavorative e garantirà un maggior controllo
da parte della direzione aziendale. Avremo un polo zootecnico nel comune
di Sarmato»
Questo il testo apparso lunedì 4 novembre su "Il Cittadino" di Lodi, dopo la vendita all'asta dell'azienda Scottine di Sarmato. E' lecito avere in proposito qualche interrogativo circa l'operazione prospettata sul territorio comunale senza che mai nessun amministratore ne avesse parlato? Ne erano a conoscenza? E se si perché non confrontarsi con i cittadini, visto la rilevante differenza di utilizzo e le conseguenze economiche, culturali ed ambientali? Sarmato ha già avuto rilevanti cambiamenti geografici e strutturali. Non ci sembrano cose di poco conto, come la prospettata chiusura dello Zuccherificio e l'ampliamento della centrale di Sarmato Energia. Non sarebbe opportuno presentare ai cittadini per tempo i progetti in modo da evitare malintesi, sospetti ed inutili discussioni? Come dice il parroco di Morfasso: informare per poter valutare pregi e difetti di un'operazione e rendere effettiva la democrazia che è la base di una pace sociale duratura. A.G. |