Italia
con quello in Germania, per esempio, il rapporto è cir-
ca
di due a uno. Come se non
bastasse,
solo una parte degli
imballaggi
prodotti ogni anno
nel
nostro Paese (12.529.000
tonnellate
al '97) viene effetti-
vamente
consumata
(9.527.000).
Negli ultimi sei
anni
la quantità di rifiuti pro-
dotti
nei Paesi dell'Unione eu-
ropea
è aumentata del 10 per
cento.
Oggi la media si aggira
attorno
al chilogrammo per
persona
al giorno (l'Italia, an-
che
in questo allineata ai «pa-
rametri»
dell'Unione, ha una
media
nazionale di 1,3 chili al
giorno).
La forte crescita del
quantitativo
di rifiuti prodotti
pone gravi
problemi di gestio-
ne,
dato che esiste un limite
effettivo
alla possibilità di
smaltirli
(ovvero di individua-
re nuove località per nuovi im-
pianti
di smaltimento). Le di-
scariche
— che sono un anel-
lo
indispensabile del sistema
di trattamento dei rifiuti, per-
ché
qualunque sia quello pre-
scelto
(combustione, compo-
staggio,
riciclaggio) esiste
sempre
un «rifiuto da rifiuto»
non
più utilizzabile — consu-
mano
territorio e inquinano
l'aria.
Il biogas prodotto dalla
degradazione
delle sostanze
putrescibili
è composto per
circa
il 60 per cento dal meta-
no
e per il restante 40 per cen-
to
da anidride carbonica, con
gravi
ripercussioni sul cosid-
detto
«effetto serra». Pertan-
to
è indispensabile deposita-
re
nelle discariche la minore
quantità
di rifiuti possibile: in
parte
ricorrendo in modo
sempre
più massiccio alla rac-
colta
differenziata dei rifiuti,
in
parte cercando di ridurre la
quantità
e il peso dei rifiuti
prodotti.
In questo il nostro
Paese
ha ancora molta strada
da
percorrere. Per quanto ri-
guarda
la raccolta differenzia-
ta
la media nazionale viaggia
ora
verso il 10 per cento del
totale,
con una fortissima di-
varicazione
regionale: più del-
la
metà dei recuperi proveni-
va
dalla Lombardia e dal Vene-
to,
mentre da tutte le regioni
del
Sud ne proveniva meno
del
5 per cento. Ma ci sono al-
cuni
comuni «pilota» che so-
no
riusciti a ottenere anche il
70
per cento nella raccolta dif-
ferenziata.
Un molo importan-
te
in questa direzione sarà gio-
cato
dal Conai, il consorzio ob-
bligatorio,
istituito per legge
nel
1997 fra i produttori, gli