Due autorevoli testimonianze, una istituzionale da parte della dr.sa Russo dell'ARPA, cioè dell'organo regionale di controllo del territorio, e di uno studioso dell'Università Cattolica di Piacenza, il prof. Ermes Frazzi, portano una luce nuova sullo stato del nostro territorio.
Non è il caso di fare drammi, dice il prof. Frazzi riferendosi al processo di desertificazione progressiva del nostro territorio dovuto ai profondi cambiamenti culturali e "colturali" delle nostre campagne.
Però, in conclusione, "Stiamo minando la nostra salute". Come dire che sarebbe ora di cambiare qualche registro, qualche comportamento pratico nella nostra vita individuale e collettiva.
Applicandosi allo stato delle acque superficiali e sotterranee, la dott.sa Russo di ARPA completa il quadro ravvisando nella presenza corposa nelle acque sotterranee di nitrati e di ammoniaca, un indice inequivocabile della cattiva salute del nostro ambiente. E particolarmente importante dovrebbe essere il monito per noi della bassa Valtidone che vanta nell'area parallela ed adiacente il Po la maggiore presenza di nitrati. Non è un caso che quattro pozzi su 10 nel comune di Sarmato non sono potabili. (vedi relazione ARPA)
Eppure........!
Per i nostri amministratori comunali che dovrebbero essere i tutori della salute pubblica "la nostra acqua è ottima, come l'aria che respiriamo!". Testuali parole pronunciate in varie occasioni dal nostro Sindaco nella presunzione che qualcuno gli creda ancora. Forse non si accorge che così facendo mina ancora di più la credibilità di una istituzione già ampiamente compromessa da scelte ed opere dispendiose e discutibili sia sul piano della funzionalità che della necessità. Vedi la nuova piazza con i problemi di viabilità, i prossimi lavori all'ex scuola materna per omaggiare le associazioni di sostegno al proprio partito, i futuri lavori per rendere "potabile" l'acqua che naturalmente non sarebbe e per far funzionare decorosamente un depuratore nato obsoleto e di scarsa potenzialità.
Forse quando pronunciava tali parole il vento spirava in altra direzione, o forse noi non sappiamo che l'acqua che beviamo è "potabilizzata" e non è affatto naturale!
Ma vi è di più: il manifesto di "Sarmato Viva" dimostra in modo inoppugnabile attraverso i documenti delle istituzioni preposte il degrado ambientale, il pesante inquinamento di ogni genere che subiamo e, contemporaneamente, la chiara ed esplicita ammissione che i reali "rischi per la salute" non sono stati accertati da nessuno. Perché?
Insomma, ciò che tre anni fa poteva essere additata come "un'opinione" degna di nota e considerazione ma nulla più, oggi è diventata una realtà conosciuta scientificamente da chi era deputato ad accertarla senza tante smorfie, denigrazioni e calunnie quali quelle operate in questi tre anni verso coloro che lamentavano ciò che ora p stato accertato. Con buona pace di quanti si ostinano a dire che va tutto bene, non ci sono problemi.
Ma la cosa più grave ed incomprensibile è il silenzio che si tenta di gettare su tutta la vicenda, nell'illusione di farla dimenticare. Il silenzio nasconde una non volontà di fare ciò che è doveroso fare per modificare i processi che hanno determinato tale stato di cose. Se la nostra "impronta ecologica" è di 16 ha. per abitante, perché non pensare di ridurla a 4, o a 5? Se i carichi inquinanti dell'acqua, dell'aria e dei terreni sono alti, perché non pensare di ridurli? Forse perché ciò impedirebbe al comune di ottenere da chi inquina lauti contributi? E cose ne è stato fatto di quelli del passato? Forse si vuole "bonificare" per continuare ad inquinare come prima? Ma allora a cosa serve controllare se poi chi ne ha il dovere non mette in atto delle azioni volte ad evitare gli inquinamenti?
Non ci si può nascondere dietro iniziative proposte da altri (la Provincia) per proprie necessità ed utilizzarle per farsi belli a parole quando nei fatti non si raggiunge l'obiettivo che deve essere comune perché è un comune interesse: ridurre il carico ambientale ad ogni costo, altrimenti a cosa servono i milioni spesi per studi ed analisi? Che politica è quella che non si da obiettivi precisi e verificabili nel tempo?
Perchè non si attua una indagine sulle malattie tumorali nella bassa Valtidone e non solo a Sarmato, e non solo sui morti?
Non ci accorgiamo quali e quanti sono i risvolti culturali, sociali ed economici che sono influenzati da tale stato di cose? Natalità, scolarità, invecchiamento, abbandono edilizio, immigrazione scarsamente integrabile, emigrazione e pendolarismo sono gli effetti già ampiamente visibili e verificabili. Va tutto bene?