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- Zuccherificio - Piano provinciale rifiuti - Pro Loco - Compostaggio - Azienda Scottine - Bilancio comunale - Ospedale e sanità in genere Questi sono alcuni argomenti di maggiore rilevanza all'interno della comunità sarmatese in questo momento. Essi investono temi e problematiche di assoluta rilevanza per il paese nel complesso e per le persone in particolare; si pensi all'occupazione per lo Zuccherificio e l'ospedale, all'ambiente per compostaggio e Piano prov. rifiuti, ecc. Ma ora pare che tutto si sia sopito, addormentato, oscurato. Ma, soprattutto, vi è un silenzio "assordante" da parte di chi ha responsabilità politiche nella loro gestione, al punto che nessuno conosce la loro reale posizione su ciascuno dei problemi citati. Siamo giunti al patetico quando gli amministratori comunali hanno dichiarato su Libertà: "Nelle osservazioni presentate si rileva tra l'altro come il territorio di Sarmato è in gran parte individuato nel piano come area idonea per una vasta tipologia di impianti (discariche di rifiuti non pericolosi, pericolosi, inerti, impianti di compostaggio urbani e speciali ecc.). A fronte del quadro sopra descritto, si chiede che il piano assuma quali elementi di valutazione le criticità emerse dallo studio citato....". Ma cosa significa "criticità"? Perché non si ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome? Perché non si deve "allarmare" i cittadini? Ma i cittadini non devono essere allarmati dal fatto che da quattro anni che se ne parla nulla si sia fatto per eliminare le "criticità"? L'inquinamento è stato accertato come tale e non altro, se l'ARPA dichiara su Libertà: «Certo - fa presente il responsabile dell'Arpa Sandro Fabbri - le emissioni in atmosfera della centrale di Sarmato sono al di sotto dei limiti consentiti dalla legge ma un ampliamento della centrale va a pesare su una zona dove la pressione ambientale da sviluppo economico è già alta. Nella “Via” noi, come Arpa, lo abbiamo fatto presente: spero che ne abbiano tenuto conto». Nessun sarmatese,credo, sia pregiudizialmente contrario a scelte che siano rispettose, ma veramente, del diritto ad un benessere fisico "normale", ma abbiamo il DIRITTO di conoscerle ed in nome di quale criterio esse vengono fatte da chi ne ha la responsabilità. Anzitutto abbiamo diritto di conoscerle dai POLITICI che si sono autonomamente proposti per farle. Abbiamo DIRITTO di saperlo dai consiglieri comunali, in primis, perché ad essi compete la funzione di "INDIRIZZO E CONTROLLO" dell'attività amministrativa comunale. Poi dai consiglieri provinciali e regionali per l'identico motivo. Poi abbiamo diritto di conoscere da quelle associazioni ed istituzioni che per statuto devono occuparsi dello stato dell'ambiente, della salute, dei diritti fondamentali dell'uomo. Oggi si chiede, finalmente, di non mettere sul nostro territorio ciò che veniva ritenuto indispensabile per tutelare lo sviluppo e l'occupazione del paese: il compostaggio! Sorge spontanea una domanda: "Perché ieri tale impianto veniva dichiarato ''INDISPENSABILE'' per il lavoro e per l'economia del paese al servizio dello Zuccherificio ed ora si può anche spostare altrove?" Le parole grosse, e le azioni gravi, sprecate un tempo, nascondevano forse scelte già note a qualcuno ma di cui si voleva addossare la responsabilità ad altri? I cittadini hanno DIRITTO DI CONOSCERE le scelte e le motivazioni delle scelte politiche da chi ne ha la responsabilità di indirizzo, esecuzione e controllo. E' un diritto riconosciuto dalla Legge italiana e dalle norme EUROPEE di tutela dei cittadini. Non vi è alcuna intenzione malvagia nel pretenderlo, ma semplicemente l'esercizio di un diritto/dovere nell'interesse dell'intera comunità nella trasparenza e completezza delle informazioni. |
10/01/2003