Sono
tante le storie che gli immigrati o le immigrate, prevalentemente
giovani, raccontano ai volontari del Centro di Ascolto della Caritas
di Unità Pastorale a Castel San Giovanni. Rumene, Ucraine,
Moldave, Marocchine di vari paesi ed africane in genere, sono accomunate
da esigenze semplici ed elementari: lavoro, lavoro e lavoro - alloggio
- mobili - vestiario - istruzione.
Ma spesso, e prima ancora, il bisogno di relazioni serene e di capire anche solo la nostra lingua per capire come vivere con il loro uomo ed i propri figli. Talvolta è una scelta provvisoria o, almeno, lo si spera, quella di vivere da noi. Però l'inverno è duro, le bollette della casa non perdonano, l'affitto è pesante anche per alloggi modestissimi, la promiscuità in casa è regola, i bambini sono isolati ed il magro compenso del marito non basta per tutti. Ora l'elemosina non basta più; accattonaggio e malaffare sono rischi incombenti con gravi danni per le persone e per la nostra "socialità". Offrire aiuto non è solo filantropia: è una necessità inderogabile anche solo per evitare nuove guerre tra poveri e tra di noi. Le strutture pubbliche non riescono a rispondere a questi nuovi bisogni con tempestività ed efficacia. Per questo è necessario sempre più l'intervento delle persone e delle aggregazioni di Carità, quella con la "C" maiuscola. L'U.P. di Castelsangiovanni e Sarmato si è dotata di un "Centro di Ascolto" che, il martedì dalle 14,30 alle 16,30 ed il giovedì dalle 10,00 alle 11,30, offre a quanti lo chiedono la possibilità di entrare in contatto con noi per avere un aiuto adeguato alle proprie necessità più urgenti. E servono persone che vogliano ascoltare e indirizzare a chi può offrire aiuto. Chi legge capisce cosa può fare. E se potrà dedicare anche solo due ore la settimana per questo farà un'opera di vera Carità. Provare per credere e chiedere nelle Parrocchie di Sarmato e di Castelsangiovanni. |