Notizie storiche su Sarmato
Dalle MEMORIE STORICHE DI PIACENZA del Canonico Cristoforo Poggiali
|
Vol. II° pag. 87 - delle Chiese del piacentino |
Fra quelli del Piacentino, che mi sovvengono alla memoria presentemente, la Chiesa di San Silvestro, detta anche Priorato, posta in città, dipendeva dal Nonantolano (monastero); la Cappella di S.Salvadore dal Monistero di S.Felice, o vogliam dire della Regina, di Pavia; la Cappella di S.Maria di Sarmato da un’ altro celebre della stessa Città, cognominato del Senatore; la cella di S.Mostiola, posta nei contorni di Seminò, era soggetta all’Abate ed ai Monaci di S.Maria, e di S.Alberto di Botrio; (PV).... |
|
Vol. II° pag. 130 - delle invasioni di Radagaiso Anno 404 |
Per cancellare il disonore inferito ai popoli Settentrionali, colla rotta data dai Romani ad Alarico, mise insieme Radagaiso una formidabile armata composta di Unni, Goti, Sarmati, e d’altre nazioni situate di à dal Danubio, e con essa sul finire dell’anno 404 (d.c.)ovvero, come altri vogliono, nel seguente ritornò in Italia e si diede a scorrerla tutta con saccheggi e crudeltà inaudite, senza che trovasse opposizione veruna. Non volle perder tempo costui in assediar Terre, e Castella; ma col diluvio di barbari prese a dirittura a valicare l’Apennino, con idea di continuare il cammino alla volta di Roma..... (Non è riferibile a quest’epoca evidentemente la denominazione di Sarmato dal popolo dei Sarmati dell’oltre Danubio, essendo questa di Radagaiso un’orda di soldati diretta a Roma e non intesa a stabilirsi in Italia) |
|
Vol. II° pag. 210 - dei Longobardi a Pavia e Sarmato anno 726 |
Racconta l’Autore delle notizie Storiche, aggiunte alla Cronica Piacentina del Musso, che il Campi crede essere Giovanni Agazzari. che il dì 11. di Febbraio dell’Anno quindecimo del Regno di Liutprando, cioè nel 726, venne a morte un certo Burnengo, il quale poco dianzi aveva fondato nel distretto di Sarmato, Terra del Piacentino, una Cappella, o vogliam dire picciola Chiesa, col suo picciolo Monistero probabilmente annesso, in onore di Maria Vergine, sottoponendolo poscia ad un Monistero di Suore, appellato Senatore, o del Senatore, il quale da un Duca o Capitano, come altri dicono, di questo nome, e suo stretto amico, e parente era stato fondato undici Anni avanti in Pavia, e che fu seppellito davanti alla porta della sua Chiesa in Sarmato, o fosse sotto la soglia di essa, siccome ordinato avea nel suo testamento. Un’infinità di questi piccioli Monisteri, detti anche Celle, fondarono nei presenti tempi le persone private, la generosità emulando de’ Monarchi e de’ Principi, non solo nelle città, e nelle Terre grosse, ma ancora nei piccioli Villaggi......con dipendenza però da qualche insigne Monistero....Alla testimonianza degli storici sopracitati io aggiungerò, che non solamente la Chiesa di S.Maria di Sarmato (oggidì Parrocchiale, e dal Vescovo nostro dipendente), ma tutta eziandio la Corte, o vogliasi dire il Distretto, o Comune di Sarmato, era sottoposto una volta alla giurisdizione, e al dominio di quel ricchissimo Monistero. Una certa riprova ne abbiamo in una Bolla di Papa Alessandro II, data l’Anno 1061, in favore di esso, la quale annoverando una quantità prodigiosa di beni dallo stesso posseduti in varj Vescovadj, e Distretti, nomina in Placentinuo episcopatu Sarmitum cum Capella Sanctae Mariae, et terras, quae esse ad Canturiam (forse Centueriam) dicuntur, et Mansos tres ad Sanctum Georgium. (Un secolo dopo un diploma di Federico Barbarossa allo stesso monastero non cita più queste Chiese o Cappelle che evidentemente furono sottratte alla sua giurisdizione). |